L’Italia s’è desta?


#familyday2016 vs #svegliatitalia: quale di questi è il trend italiano?

Il 23 Gennaio 2016 in piazza Scala, Milano, così come Napoli, Reggio Emilia, Torino e altre 100 piazze in Italia e in Europa, ha visto la mobilitazione sotto il grido, o il trillo, di #svegliatitalia di una manifestazione di solidarietà comune e sentita in vista della discussione in Parlamento del disegno di legge sulle unioni civili  tra persone dello stesso sesso, dando così ‘una faccia’ e una consistenza a questo movimento. #svegliatitalia è solo l’inizio perché un tema così tanto discusso, polemizzato, ostacolato e, in casi, anche sostenuto possa trovare eco nelle piazze d’Europa. E c’è stata risposta da parte di tutti.

Unioni civili Milano
Fotografia: Chiara Stellari

“La mia famiglia non è un’opinione ma una realtà”

Così Claudio Rossi Marcelli, giornalista italiano dell’Internazionale trasferitosi in Danimarca, conclude la sua lettera aperta (per intero qui) indirizzata al nostro presidente del Consiglio, Matteo Renzi, scrivendo di una – a mio parere, imperdonabile – strumentalizzazione dell’argomento da parte della maggior parte dei partiti, che, al posto di dare possibilità di un dialogo aperto al confronto e svincolato da ogni pregiudizio, gettano ancora benzina sul fuoco, rendendo sempre più lontana un’effettiva risoluzione del problema ideologico e creando una generale disinformazione e veicolarizzazione delle nozioni ‘da sapere’.

Ma se queste cose possono essere nascoste dietro un profilo culturale, rendendosi legittime agli occhi degli altri, la speculazione che si fa – che si sia a favore o contro – continua ad essere assurda: usando anche solo l’appellativo – simpatico, ovvio, ma anche categorizzante – “famiglie arcobaleno”, si va a sottolineare la distinzione tra una famiglia ortodossa – così come è intesa nel denigratorio Family Day – e l’altra famiglia – cosa che a mio avviso non dovrebbe esistere.

Che gay, lesbiche, transessuali, bisessuali non siano solo leggende o strampalati miti che vivono in non-luoghi, non è una novità, ci sono, sono uomini e donne tra gli altri e che, come altri, desiderano la possibilità di essere riconosciuti come ‘uniti’ secondo la legge – è vero che un pezzo di carta non ha valore di fronte l’amore, per gli etero così come per gli omosessuali, ma farebbe la differenza e avrebbe un grandissimo impatto culturale.

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