Storia a 33 giri

platinum-558086_1920Nonostante il disco ci accompagni dagli inizi del ‘900, tanti sono ancora i collezionisti e i cultori di questo supporto musicale. Gli artisti e il pubblico l’hanno plasmato. Un dinamismo, questo, che ha portato il disco ad essere non solo la pietra miliare della musica, ma anche il motore primo di una continua svolta comunicativa. Un oggetto che segna il passato e apre la strada al futuro, con una sola regola: far innamorare. Ma conosciamo cosa abbiamo tra le mani? Questo pezzo di storia ha una storia?

Se andiamo a guardare oltre i solchi del nostro 33 giri fiammante comprato l’altro ieri al negozietto vicino  all’ufficio, veniamo catapultati agli ultimi anni dell’800.

Siamo nel 1878, signori, anno in cui prende forma la magia. Thomas Edison capisce come registrare in maniera permanente i suoni su un dispositivo materiale, nasce il fonografo. Nonostante Edison l’avesse pensato come strumento d’ufficio per l’annotazione di  informazioni, ben presto il fonografo si rivela utilissimo anche per il circuito dell’ambito musicale. L’industria della musica è in espansione, la musica classica ha un enorme seguito: perché quindi non permettere al pubblico di portarsi a casa ciò che ama? Perché non far rivivere all’ascoltatore l’esperienza dell’orchestra nel soggiorno di casa?

L’incisione prima su cilindro e poi su disco si diffonde, quindi, in maniera impressionante e con essa anche gli strumenti atti al loro ascolto: i grammofoni. Nel 1895 fa il suo debutto in società il 78 giri, in gommalacca (materiale estremamente fragile e quindi poco funzionale se visto in un’ottica di mercato) e a grandi solchi. Inizialmente dotati di una sola faccia, i dischi subiscono un’ulteriore svolta per mano della Columbia Records: ecco che nasce il “double disc”, lato A e lato B, – cominciamo ad avvicinarci alla nostra idea di disco.

plate-872565_1920Nel 1925 la svolta tecnologica: la registrazione elettrica con microfono e amplificatore. A partire dagli anni Trenta ci si concentra sulle possibili migliorie da apportare al prodotto. Cambiano i materiali, i metodi di incisione e i supporti. Gommalacca e carbonio vengono accantonati in favore del PVC – il disco può ora essere chiamato a buon diritto “vinile”. Si studiano metodi per aumentare la durata d’ascolto e la praticità del disco stesso. Nascono il 33 e il 45 giri, dischi a microsolco che, permettendo una maggior durata d’ascolto e praticità (gli spessori e i diametri sono infatti diminuiti e il prodotto è divenuto più leggero e maneggevole), segneranno la storia della musica, facendosi innegabili portavoce di grandi successi senza tempo. Con gli anni ’50 – ’60, anni del boom economico negli USA, il giradischi diventa un must nelle case degli americani e ben presto -l’America si sa, esporta tendenze – anche in quelle di tutto il mondo. Divenuto così anche parte dell’arredamento, il disco si impone del tutto nella vita quotidiana.

E ai giorni nostri? Per ora ci pensa Jack White a fare tendenza. Leader dei White Stripes, nominato nella top 20 dei migliori chitarristi firmata “Rolling Stone”, il 10 giugno 2014 presenta al mondo il suo nuovo lavoro: “Lazzaretto”. L’album esce in tre versioni tra cui l’Ultra LP, una sorta di vinile 2.0. Oltre che con effetti speciali (un ologramma di un angelo osservabile solo da una certa angolazione mentre il disco gira, tracce nascoste sotto l’etichetta, doppie intro e tracce in loop a bordo disco), White ci stupisce stravolgendo il funzionamento stesso del vinile: il missaggio del disco è stato fatto in modo tale che una parte di esso giri a 33 giri, una a 45 e una addirittura a 78. Ciò è stato realizzato nascondendo due tracce sotto l’etichetta: quella sul lato A gira a 78, quella sul lato B a 45, mentre il resto del disco normalmente a 33 giri. Inoltre, il lato A viene rovesciato: si parte ad ascoltare dal centro proseguendo verso l’esterno incontrando un “outside locked groove”, come dice l’artista nel video promozionale del suo nuovo disco (video: https://www.youtube.com/watch?v=i-8B-_Jq2ro).

Un album che non è solo musica, ma sperimentazione e storia. Binomio azzeccato, elettrizzante, al limite tra vecchio e nuovo. Il vinile si reinventa, il suo fascino intramontabile si somma all’inventiva delle nuove generazioni.

A cosa dovranno ancora fare spazio le collezioni degli appassionati?

Debora Sangiorgio

 

 

 

 

 

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