“Una poltrona per te”. Grande iniziativa milanese per “il pubblico di domani”

Milano, si sa, è sempre stato uno dei maggiori centri culturali della nostra penisola. “Il microscopico Parigi della Lombardia”, così era chiamato il capoluogo lombardo fin dai primi anni post-unitari. E ancora oggi questa effervescente città non smette di stupire.

In seguito alla collaborazione tra la Camera di Commercio di Milano, trenta teatri e compagnie tra le più prestigiose convenzionati con il Comune di Milano, nasce l’iniziativa “Una poltrona per te” grazie alla quale i giovani under 26 potranno assistere gratuitamente a sessantasei spettacoli, per un totale di circa 13.000 biglietti donati. Si profila dunque una stagione teatrale senza precedenti, ricca e articolata, con lo scopo di formare e sollecitare all’esperienza teatrale quello che Filippo del Corno, Assessore alla Cultura del Comune di Milano, definisce “il pubblico di domani” o “i grandi azionisti” del teatro del futuro.

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Per partecipare al progetto basta seguire pochi, semplici passi:
• Registrati online sul sito internet dell’evento
• Scegli lo spettacolo
• Prenota il tuo invito a partire dalle ore 15.30
• Controlla la tua casella E-mail
• Converti l’invito in biglietto
• Ritira il tuo biglietto a teatro
Per ogni spettacolo è possibile riservare fino a un massimo di due inviti. Nel caso si trattasse di minorenni, il secondo invito può essere utilizzato da un accompagnatore adulto.

L’iniziativa, che terminerà a giugno 2016, è stata accolta con molto fervore ed entusiasmo dagli studenti universitari e liceali che si sentono finalmente parte integrante di una realtà dinamica, in continuo progresso, e presi in considerazione come soggetti fondamentali su cui puntare e su cui investire per il futuro culturale della città.
L’auspicio è che, naturalmente, questo sia solo l’inizio di una rinascita e di una serie di proposte culturali allettanti e all’avanguardia, perché come affermava il drammaturgo tedesco Bertolt Brecht: “Tutte le arti contribuiscono all’arte più grande di tutte: quella di vivere”.

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