Macbeth: quello che non sapete sulla “tragedia scozzese”

A 400 anni dalla morte di Shakespeare, esce nelle sale cinematografiche italiane Macbeth. È il primo adattamento cinematografico dopo 31 anni, quando Polaski portò la «tragedia scozzese» al cinema, e il quarto in totale. Questo esiguo successo cinematografico – assolutamente non in linea con il grande successo teatrale – ci impone di trattare quest’affascinante tragedia. Lo faremo attraverso qualche curiosità.

Innanzitutto Macbeth è la tragedia più corta di Shakespeare. Ciò nonostante è forse una delle sue opere più complesse per l’evoluzione psicologica del protagonista. Da valoroso guerriero che ha salvato il trono di Scozia dalla ribellione guidata dal traditore MacDonwald, Macbeth si rivela come un uomo debole ed esitante, con però un’innata ambizione e sete di potere. È così dilaniato da una vera e propria lotta interna, che si risolverà solo grazie a Lady Macbeth.

"Lady Macbeth riceve i pugnali" di Füssli (1812)
“Lady Macbeth riceve i pugnali” di Füssli (1812)

É infatti il personaggio femminile ad essere, in questa tragedia, il più forte, una vera e propria dark lady, una delle prime nella letteratura. Grazie alla sua grande influenza sul marito infatti lo convincerà a forzare il proprio destino, dopo aver ricevuto la predizione della sua ascesa al trono da parte di tre streghe. Alla fine però anche lei sarà vittima del rimorso: in questa tragedia l’ambizione è connotata negativamente, portando anche i più forti ad un epilogo tragico.

Tale messaggio ha uno scopo preciso: Macbeth doveva avere effetto catartico sugli spettatori inglesi dell’epoca che così mai avrebbero osato seguire le orme del barone di Glamis. Probabilmente Shakespeare decise di dare all’opera questa connotazione didattica poiché influenzato dalla recente Congiura delle Polveri, organizzata a danno di Re Giacomo I.

Questo intento si risolve nell’opera più violenta e sanguinosa di Shakespeare, che diventa omaggio al re d’Inghilterra. Si pensa infatti che le tre streghe dell’opera siano state inserite proprio per far piacere al sovrano, autore di un libro sulle arti occulte (Daemonologie). Così come è riferimento la predizione iniziale: Macbeth diventerà re di Scozia, ma Banquo sarà padre di una discendenza di re scozzesi, ed effettivamente Giacomo I è discendente di Banquo.

"Macbeth incontra le tre streghe" di Sir Joshua Reynolds (1830-1835)
“Macbeth incontra le tre streghe” di Sir Joshua Reynolds (1830-1835)

Macbeth non è dunque pura finzione, ma è ispirata a personaggi storici: il protagonista fu davvero un re scozzese che uccise il re precedente  (seppure in battaglia), ma la caratterizzazione psicologica, l’ambizione e i rimorsi sono invenzione dell’autore, così come il suo breve regno. Il Macbeth storico regnò per ben 17 anni, un periodo che fu particolarmente prospero grazie alla sua generosità.

Infine però, se vi consigliamo caldamente di andare a vedere a teatro quest’opera, vi sconsigliamo di pronunciarne il nome durante lo spettacolo. È infatti credenza popolare che l’opera sia maledetta: il nome Macbeth a teatro porterebbe sfortuna, scongiurabile solo compiendo tre giri in senso antiorario per poi sputare o imprecare.

L’origine di tale credenza non è certa, ma le varie tragedie accadute sembrano confermarla: nel 1942 in una sua produzione morirono 4 persone; nella rappresentazione originale, poi, si dice che il ragazzino che interpretava Lady Macbeth – poiché le donne all’epoca non potevano recitare– sia morto poco prima dello spettacolo, e che Shakespeare  stesso abbia dovuto sostituirlo non avendo avuto abbastanza tempo per trovare un sostituto.

Ricordate quindi: a teatro dovrete chiamarla solo «la tragedia scozzese». E non assicuriamo che ciò non valga anche per il cinema!

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