Christo, l’artista delle installazioni audaci

« L’unico mezzo con cui possiamo preservare la natura è la cultura ». Così esordisce Wendell Berry, poeta, scrittore e ambientalista statunitense in merito al rapporto che dovrebbe sussistere tra paesaggio, arte e individuo.

La maggior parte degli uomini è sempre stata abituata a considerare la natura e l’ambiente come cornici – spesso mozzafiato, sì, ma comunque cornici – della propria vita. È da questa concezione che, per contrasto, negli Stati Uniti del 1967, proprio quando avevano fatto la loro comparsa le dinamiche del consumismo e le nuove tecnologie, nasce la Land Art. Questa particolare corrente artistica mira a lasciare un segno nel paesaggio, scavalcando in modo provocatorio i tradizionali confini dell’arte, e a creare un rapporto quotidiano e intenso tra arte e vita.

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Christo e Jeanne-Claude

Grande esponente della Land Art, nonché del Nouveau Réalisme, è Christo Vladimirov Yavachev che, insieme alla moglie Jeanne-Claude Denat de Guillebon (deceduta nel 2009), è diventato celebre per le opere, sempre temporanee, realizzate con il tessuto, “impacchettando” monumenti ed edifici o stendendo lunghi teli in luoghi naturali. Se Jeanne-Claude era l’organizzatrice, Christo è principalmente l’artista delle opere, che sono interamente finanziate dalla vendita dei disegni preparatori e dei bozzetti.

The Running Fence

Senza dimenticare le principali installazioni, come quelle al Central Park di New York, all’Arco di Trionfo a Parigi, alla scogliera di Little Bay in Australia e presso un gruppo di isole al largo della Florida, l’opera più famosa è sicuramente la cosiddetta Running Fence. Si tratta di circa quaranta chilometri di teloni di nylon, fissati a un cavo di acciaio e a oltre duemila montanti metallici, che si snodano lungo la campagna californiana, creando una vera e propria muraglia bianca che contrasta con l’ampio orizzonte e che si anima e si gonfia grazie al vento. L’installazione ha richiesto una preparazione di quattro anni, ma si è fatta ammirare per soli quattordici giorni.

Bozzetto di The Floating Piers

L’ultima sfida di Christo è tutta italiana, vedrà infatti come scenario il Lago di Iseo: The Floating Piers, una passerella sulle acque, lunga 4,5 chilometri e larga 16 metri, ricoperta di tessuto giallo, collegherà la sponda bresciana di Sulzano a Montisola e sarà percorribile a piedi per sedici giorni, dal 18 giugno al 3 luglio 2016, 24 ore su 24, dopodiché verrà riciclata. Risolte le perplessità espresse da Angelo Bergomi, presidente del Consorzio dell’Oglio, circa l’imprevedibilità del livello che potrebbe raggiungere l’acqua del lago, la passerella verrà costruita a partire dal 13 giugno 2016; allora sarà forse il caso di dire: Christo si è fermato a…Montisola.

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