Il Festival della Canzone Italiana tra storia e innovazione

Il Festival della Canzone Italiana nasce in un momento storico particolarmente delicato per la storia del nostro Paese. Siamo, infatti, nel secondo dopoguerra, ad appena sei anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale che aveva devastato l’Italia e gli Italiani. Dunque, nelle intenzioni della Rete Nazionale, c’era l’idea di portare avanti un progetto che potesse porsi sulla stessa linea di ricostruzione e di risollevamento della società italiana. L’idea di un Festival che potesse da un lato celebrare la musica italiana, da sempre la più apprezzata al mondo, e che dall’ altro potesse fungere da svago per il pubblico, sembrò un’idea congeniale e vincente.

E così venne a concretizzarsi nel corso degli anni ’50 del Novecento la proposta, precedentemente abbozzata da Amilcare Rambaldi, di un Festival che celebrasse la musica italiana per opera dell’autore Angelo Nizza, del direttore RAI Giulio Razzi e di Sanremo, scelta come sede per rilanciare la città come novella località turistica del territorio ligure. La prima edizione andò in onda dal 29 al 31 gennaio del 1951 e oggi, proprio in questi giorni, è stata inaugurata la sessantaseiesima edizione.

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Nei primi anni il Festival proponeva, riallacciandosi alla canzonetta, un canto melodico-sentimentale. Ampio spazio avevano infatti le canzoni, più che i cantanti. Nelle prime edizioni venivano apprezzati i cantanti dall’ugola d’oro, primo tra tutti il grandissimo Claudio Villa, ma veniva valutato e gratificato il prodotto finale ossia la canzone.

Il festival doveva però rinnovarsi e nonostante la crescente popolarità della kermesse canora, era condivisa da tutti l’esigenza di cambiamento. Non fu un caso che nel 1958 a vincere il Festival fu Domenico Modugno con Nel blu dipinto di blu , una canzone certamente innovativa rispetto al panorama musicale italiano di quegli anni. Dagli anni sessanta sul palco dell’Ariston cominciarono a fare la loro prima comparsa, sulla scia del successo delle band rock americane, i primi “complessi” che contribuirono a rinnovare la canzone sanremese portando un po’ di brio ed energia. In questo decennio fanno la loro prima apparizione alcuni dei più grandi della musica italiana: Gianni Morandi, Bobby Solo, Gigliola Cinguetti.

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Ma nel 1967 la tragica morte di Luigi Tenco, pone un arresto al Festival di Sanremo e impone un momento di riflessione a quello che era diventato nel corso degli anni un vero e proprio show business. Negli anni Settanta tutto procede nel solco della tradizione ma diventa sempre più crescente il disinteresse della discografia. Negli anni Ottanta, Sanremo riesce a risollevare le proprie sorti tornando ad essere sinonimo di canzone popolare e di aggregazione sociale. Il periodo che va dagli anni Ottanta al nuovo secolo presenta un radicale mutamento, per la società, ma anche per la musica italiana e nonostante il Festival cerchi sempre di mantenere un profilo tradizionale, l’evoluzione è ormai agli occhi di tutti. L’orchestra dal vivo, lo spazio a nuovi generi musicali e a nuovi interpreti è un continuo crescendo fino agli anni 2000.

televisione famiglia

Il Festival di Sanremo continua a mantenere, per certi versi, la stessa fisionomia di un tempo, per altri, ha dovuto rinnovarsi ed assumere vesti diverse in concomitanza dei cambiamenti della società, dei nuovi gusti musicali e del confronto della canzone italiana con il panorama musicale internazionale. È con questo sguardo che bisogna guardare a quello che, nonostante tutto, rimane una delle più grandi manifestazioni musicali attese ogni anno dal pubblico italiano.

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