Dreams of Dalì, l’arte dell’animazione

Dai telefoni ad aragosta agli elefanti con le zampe simili a quelle di un insetto, il suo mondo metafisico e surreale.dalì

Salvador Dalì è stato il più grande esponente del Surrealismo, una corrente artistica sviluppatasi a partire dal Dadaismo durante il Novecento, nella vita così come nell’arte. Uno degli immortali nel panthèon degli artisti rivoluzionari, che ancora oggi continua a sorprendere grazie alla tecnologia, che fa la sua parte nel mondo dell’arte, rendendola più duttile ed agibile da chiunque, ma anche più viva e dinamica. Ne è testimonianza un lavoro del Dalì Museum di St. Petersburg in Florida, che in occasione della mostra Disney and Dalì: Architects of imagination (qui) ha creato e rilasciato una clip interattiva con animazione 3D, che permette di sperimentare l’arte di Dalì come mai prima. Lavoro, questo, che segue un esempio del 2013: l’animazione 2D di alcune delle opere più celebri dell’artista olandese Vincent Van Gogh ad opera di Luca Agnani, presentato poi al Van Gogh Museum di Amsterdam (qui il video che le racchiude tutte sulle note di Experience di Ludovico Einaudi).

In Dreams of Dalì, ” Reminiscenza archeologica dell’Angelus di Millet” è l’opera scelta per rappresentare l’artista: paesaggi lunari, solitari e desertici, due figure, un bambino e un adulto, minuscoli di fronte alle gigantesche rovine antropomorfe che dominano il quadro – e che ricordano l’uomo e la donna dell’Angelus di Jean-François Millet – con la voce dello stesso Dalì, che ci accompagna in un universo onirico – e tetro – a carattere psichedelico.

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