Quell’abbandono spietato di educazione ed eleganza

Non più di sei giorni fa mi trovavo sul tram per recarmi in Università, come al solito. Il 24 è uno dei mezzi pubblici più utilizzati di Milano, quindi non ero sorpreso che ci fosse poco spazio per muoversi in quel momento e che i posti fossero tutti occupati.
Ad un certo punto del viaggio, alle mie spalle, sento una signora chiedere cortesemente a qualcuno di cederle il posto a sedere, per via di un problema alle gambe che le causa molti dolori. La risposta è un “no” secco. Mi giro, notevolmente sconcertato, per dare un’occhiata al volto di chi abbia osato rifiutarsi in modo così sfrontato davanti ad una richiesta che non avrebbe avuto bisogno di giustificazioni. Sinceramente mi aspettavo una sorta di avanzo di galera pieno di cicatrici, tatuaggi e anelli, ma, con mia grande sorpresa, si trattava di un mio coetaneo, quasi sicuramente studente universitario come me.
Anche la signora era comparsa particolarmente stupita da un rifiuto del genere, ma aveva comunque perseverato nella sua richiesta, utilizzando giustamente un tono leggermente irritato. Risultato: un altro “no” secco, con la giustificazione “sto parlando con il mio amico, cosa vuole?”. Credevo che sarei esploso da un momento all’altro. Posso capire e compatire una persona che non ha ricevuto educazione, nel caso dia una risposta del genere. Ma non è possibile ignorare che a rispondere con sgarbo sia stato uno studente che di educazione dovrebbe averne fin troppa.

Lite-marito-e-moglieQuesto lungo, ma necessario preambolo è solo uno degli episodi di cui leggo (e a cui purtroppo assisto) diverse volte a settimana a Milano. Un progressivo e spietato abbandono di ogni forma di educazione, compassione e impegno verso il prossimo, che sta dilagando come un’epidemia in mezzo a noi. E non colpisce, come penseremmo, solo i membri più abietti della società e i fuoriusciti, ma le persone che non ci aspetteremmo mai. Mi è capitato recentemente di avviare una discussione a questo riguardo con un signore anziano alla fermata dell’autobus, che aveva come me assistito ad un atto di sgarbo notevole qualche giorno prima. In particolare mi ha colpito una frase pronunciata da questo saggio signore: “La gente è stanca di tutto. La crisi, le tasse, il menefreghismo dei governanti, l’immigrazione senza freni, la corruzione, le truffe e soprattutto il lavoro non retribuito, hanno creato una miscela nella testa della gente che rende le persone vulnerabili. Le persone vulnerabili non innalzano più scudi per difendersi, ma armano i cannoni per attaccare.”

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Ci ho riflettuto molto sulla via di casa, e ho potuto solo confermare, in tutto o in parte, la sua teoria. Queste persone ormai, sembrano non rendersi conto del peso delle proprie azioni sul mondo circostante. Gettare una cartaccia, sputare per terra, tirare un calcio a un cane randagio e insultare qualcuno, lasciano un segno ovunque e soprattutto in chi perpetra certe azioni; magari non nell’immediato, ma nel futuro sicuramente. E soprattutto con i propri discendenti. La mente di un bambino è la più duttile che ci sia, perché un bambino, prima di fare qualcosa, guarda cosa fanno gli altri e li imita. E credetemi quando vi dico che a lungo andare la corda si spezza, e non resta altro che la solitudine. Che impronta vogliamo lasciare sul mondo?
Ormai oggi viviamo nella “maleducazione”. Ma l’educazione?
Speriamo di vederne un po’ nelle prossime puntate… O cambiamo canale in tempo.

 

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