Una casa sul Mare del Nord – Nina George

“I cuori più duri non svelano il loro lato più vero solo quando si spezzano?” (pag. 230)

001Marianne, osservando il proprio riflesso nella Senna, ha preso una decisione importante: si ucciderà. La donna, ormai sessantenne, è imprigionata in un matrimonio infelice e in un mondo fatto di apparenza e sacrifici per un uomo che non la amerà mai in modo autentico. Strappata letteralmente alla morte da un clochard e ricoverata in ospedale, Marianne prende la seconda decisione più importante della sua vita: decide di fuggire. Ispirata da una piccola mattonella dipinta, rubata in ospedale, si reca a Kerdruc, un piccolo paesino della Bretagna. Qui Marianne rinasce a nuova vita, si riscopre una donna indipendente, appassionata, incontra persone autentiche, ama ed è amata per la prima volta nella sua vita.

Nina George non scrive, accarezza. Ricama le parole e le sussurra al lettore, come se fossero trasportate da un alito di vento. È un’autrice dallo stile dolce, ma che sa essere incisiva e cruda nei momenti giusti. Non ha paura di mostrare la solitudine della vecchiaia e, ancor meno, la passione che si può riscoprire in età avanzata. La trama in sè non è densa di colpi di scena, anche il finale è, da un certo punto in poi, abbastanza prevedibile; ma non è su queste corde che l’autrice gioca, il suo scopo non è stupire ma bensì smuovere una riflessione. Il lettore, capitolo dopo capitolo, viene catapultato nelle menti dei personaggi che sono tanto variegate da permettere una facile immedesimazione.

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Quasi tutti i personaggi del romanzo hanno più di sessant’anni, ma spesso il lettore se ne dimentica: Marianne, Yann, Simon, Colette sprigionano una tale energia, vitalità e passione da essere spesso scambiati per adolescenti, con i loro timori, con i loro “se” e i loro “ma”. La saggezza, spesso attribuita a coloro che hanno vissuto centinaia di esperienza, qui viene annullata, i protagonisti si riscoprono incapaci di gestire le proprie e emozioni e di superare i propri limiti e le proprie paure. E chi innesca la scintilla del cambiamento è proprio Marianne.

Nina George ha la capacità di proiettare in un’età e in una realtà che possono essere lontane da quelle del lettore; si percepisce con chiarezza anche l’affanno della vecchiaia, costellato di rimorsi, desideri inesauditi, voglia di sperimentare il più possibile e di sistemare ciò che è andato storto. Il tutto però è presentato in maniera delicata, quasi impercettibile, soffermandosi, ad esempio, sul colore dei capelli che cambia, sulla ragnatela di rughe che man mano si amplia. È un “dolce naufragare“. Una casa sul Mare del Nord è la storia di un mosaico di rinascite che, dopo esperienze di vita difficili, giungono inaspettate per i personaggi.

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