Cioccolato: perfetta alchimia di opposti

Prezioso, divino, ricco, sensuale, irresistibile, desiderabile, sontuoso, seduttore, intenso, metafisico, gratificante, peccaminoso, suggestivo, evocativo, stimolante, vellutato, setoso, aromatico, piacevole, afrodisiaco, forte, profumato, deciso, avvolgente, appagante, lussurioso, inebriante, “impastoso”, delizioso, effimero, profondo, potente, denso, cremoso, dolce, amaro – il saffico “glukupikron” (γλυκύπικρον), dolceamaro riferito all’Eros.

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Il cioccolato racchiude una co-presenza di opposti: può essere solido e liquido, chiaro e scuro, dolce e amaro ed è proprio quest’anima dicotomica che crea l’idea di un piacere totale e quindi completamente appagante. Il cioccolato è la risposta che rende superflua ogni domanda. Il cioccolato è materia viva dotata di un suo linguaggio interiore che affonda sferzate di piacere dialogando con tutti i cinque sensi.

L’udito – quando spezziamo una tavoletta mentre le nostre papille gustative bramosamente attendono di essere sollecitate.

La vista – quando godiamo al fluire di una fontana di cioccolato che cola dolcemente su uno spiedino di fragole.

L’olfatto – quando nei pomeriggi d’inverno veniamo solleticati dall’aroma che lentamente sale da un pentolino fumante e inonda la cucina.

Il tatto – quando affondiamo un dito nella bruna cremosità di un impasto per una torta.

Il gusto – quando finalmente le nostre papille gustative vengono appagate allo sciogliersi troppo rapido, ma incredibilmente potente del cioccolato sulla nostra lingua.

Secondo la leggenda il dio serpente piumato chiamato dagli Aztechi Quetzalcoatl, sarebbe sceso sulla terra, portando con sé dal Paradiso una pianta di cacao che coltivava nel suo giardino sacro e che in seguito regalò agli abitati dell’America tropicale. E’ però solo nel corso del 700 che il cacao si libera della connotazione meramente mistica di dono divino e diviene oggetto di studio da parte di studiosi e farmacisti che iniziano a considerarne l’importanza per la salute. Il cioccolato – si sa – da conforto al cuore, eccita l’intelligenza e la nutre riccamente. Il segreto del cioccolato è chimicamente racchiuso nella sua composizione.

Nel cacao sono stati identificati oltre 200 costituenti: le metilxantine responsabili del sapore amaro, oltre che degli effetti stimolanti sui recettori sensoriali, polifenoli ed endorfine, da cui derivano le sensazioni di piacevolezza e gratificazione gustativa in grado, per proprietà transitiva, di stimolare il buonumore, arginare gli stati depressivi, aiutare la riconquista dell’autostima perduta, aumentare la capacità lavorativa – il cervello funziona a glucosio – e agire perfino contro il dolore. I flavonoidi, inoltre, conferiscono proprietà antiossidanti ed antitrombotiche, benefiche in particolare per il cuore e le pareti delle arterie, aiutano a contrastare l’ipertensione e abbassano i livelli di colesterolo LDL – cioé quello “cattivo”. Il cioccolato è infine ricco di minerali quali ferro, magnesio, fosforo e potassio che aiutano – tra le altre cose – a combattere i segni dell’età.

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In piccole dosi, quindi – nella cosiddetta giusta misura professata dai greci (ρυθμός) – si può affermare che il cioccolato fa addirittura bene alla salute. Fornisce un delizioso supporto nell’eterna lotta contro lo scorrere del tempo e aiuta perfino a bruciare i grassi localizzati. E’ il più gustoso antidepressivo e antidolorifico che sia mai stato inventato. Ci rende felici, genera e prolunga lo stato di benessere che viviamo quando siamo innamorati. Tuttavia non bisogna cedere alla tentazione di pensare che il cioccolato sia un sostituto dell’amore.. l’amore piuttosto è un sostituto del cioccolato – c’è da auspicare quindi che il nostro principe azzurro si sbrighi a palesarsi prima che assumiamo le fattezze di dirigibili. Solitamente il cioccolato – in tutte le sue forme – viene associato ad occasioni di festa, a significati materni di protezione, a situazioni legate alla sensualità, ma anche a momenti di grande sconforto e disperazione. Emozioni diverse, stati d’animo anche diametralmente opposti, tuttavia universalmente tradotti dallo stesso linguaggio. Il cioccolato finisce per incarnare, infatti, le attese che suscita e il clima che attorno a sé riesce a creare. Si regalano cioccolatini per sedurre, ringraziare, coccolare, celebrare momenti speciali o festività convenzionali, rincuorare, dimostrare attaccamento, premiare, farsi perdonare.. E così il cioccolato diventa seduzione, ringraziamento, affetto, coccola, festa, conforto, attaccamento, ricompensa, perdono, amicizia, panacea di tutti i mali, amore.

La vita quindi – a ben guardare – presenta esattamente la stessa natura ossimorica del cioccolato: è l’amaro che ci fa apprezzare il dolce. Abbandoniamoci dunque – senza sensi di colpa – alla vita.

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