Il misterioso caso del Per Elisa di Beethoven

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Elisa o Teresa? Beethoven o Nohl? La bagattella per pianoforte WoO68 Per Elisa attribuita a Beethoven non ha ad oggi una destinataria né un compositore certo.

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Le prime ipotesi identificavano Elisa con lo pseudonimo di una delle donne cui il compositore fu legato, Giulietta Guicciardi, Dorothea von Ertmann o Marie Erdödy. In assenza di prove di una frequentazione di una di queste nobildonne datata 1810, al tempo della composizione del pezzo, l’unica ipotesi congruente con il nome della dedica è quella della giovane soprano Elisabeth Röckel (1793-1883). Alcune notizie la vogliono in amicizia con Beethoven – a Vienna – intorno appunto al 1810. Secondo il musicologo Klaus Martin Kopitz la dedica “Für Elise am 27 April zur Erinnerung von L. v. Bthvn” (Per Elisa, il 27 aprile in ricordo di L. v. Beethoven) sarebbe legata alla partenza di Elisabeth da Vienna nell’aprile 1810. In questo l’ipotesi smentirebbe l’identificazione di Elisa con Therese Malfatti (17921851), figlia di un commerciante viennese. A lei sarebbe stato dedicato – secondo il parere del critico Kopitz – il brano sotto il nome di “Per Teresa”, poi trascritto erroneamente da Ludwig Nohl, musicologo che ritrovò il manoscritto nel 1865, sotto la dicitura “Per Elisa”. L’ipotesi è stata però contraddetta dalla mancanza di riscontri biografici sul legame fra Beethoven e Frau Röck el. Permane dunque l‘incertezza sulla destinataria della composizione.

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Nel 2010 un musicologo italiano, Luca Chiantore, presentò uno studio che mise in dubbio la paternità beethoveniana del pezzo. Chiantore sostiene, in base all’assenza di testimonianze sull’esecuzione del pezzo dal 1810 al 1865, che esso sia stato rielaborato da Ludwig Nohl per poi farne un pezzo organico rielaborato da lui stesso. E questo poiché lo spartito originale è andato perduto e a casa Beethoven a Bonn rimangono alcuni fogli con il solo, celeberrimo motivo iniziale ma non lo spartito completo.

Elisa o Teresa? Beethoven o Nohl? Il caso non è chiuso.

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