(Dis)unioni (tra) civili

Da qualche tempo nel nostro Paese aleggia qualcosa che molti vedono come il male assoluto, qualcosa che potrebbe rovinare la Nazione, una minaccia assoluta per il futuro di tutti noi che sta spaccano in due il Paese. No, non sto parlando di Matteo Salvini.

articolo Cirinnà 3Come oramai molti di voi sapranno, l’Italia sta cercando di adeguare il proprio comportamento a quanto ci
chiede l’UE: garantire uguali diritti, doveri e tutele alle unioni civili. Per cercare di attuare questo tentativo di rinnovamento è nato il ddl Cirinnà, che porta il nome dell’illustre senatrice del Partito Democratico, e che purtroppo non vedrà compimento, quanto meno non così come era stato pensato. Per quale motivo? Semplicemente a causa della fiducia mal riposta da parte del PD nei confronti di un M5S che al momento decisivo ha deciso di tirare un calcio al bastone su cui poggiava il partito di Renzi. Ovviamente i pentastellati hanno la scusa pronta: ciò che non avrebbero mai votato è il famoso canguro, procedura che il PD intendeva usare per far votare in modo raggruppato più emendamenti e che i grillini hanno visto come malvagità allo stato puro. A questo punto il PD, non volendo buttare via tutto il lavoro fatto si è visto costretto a cercare alleati altrove: nasce lo spiraglio per un’alleanza con il Nuovo Centro Destra di Angelino Alfano, che in cambio del proprio appoggio alla maggioranza, chiede specifiche modifiche al ddl. Quali sono queste modifiche? Si tratta della cancellazione dell’obbligo di fedeltà e dell’art.5, ovvero la celebre Stepchild Adoption, grazie al quale sarebbe nata la possibilità da parte delle coppie omosessuali di procedere all’adozione del figlio del partner.

Quali sono i diritti e doveri che le unioni civili acquistano? Le parti hanno l’obbligo all’assistenza reciproca, morale e materiale, hanno l’obbligo di coabitazione e sono tenute, ognuna secondo le proprie possibilità, a contribuire ai bisogni comuni. Inoltre, il regime patrimoniale dell’unione civile è, salvo diversamente indicato, la comunione dei beni. In ambito di scioglimento dell’unione vien meno il periodo di separazione – mica male – . In riferimento al cognome si afferma la possibilità di una delle parti di assumere, o eventualmente aggiungere al proprio, il cognome del partner. Per quanto concerne materia di alimenti, successione e reversibilità invece, rimangono applicabili gli articoli del codice civile.

Queste novità rappresentano senz’altro un grande passo avanti per la società italiana, tuttavia si alza la voce di chi critica il comportamento del PD. Qualcuno ha esortato fortemente, prima dell’effettiva alleanza con il NCD, ad una riapertura nei confronti del M5S volta ad evitare la mutilazione del ddl. Qui però si pone un grosso problema: la scelta era al bivio tra NCD ed una vittoria mutilata, ma comunque una vittoria, o M5S e rischio di uscirne con le ossa rotte. Fortunatamente il PD ha fatto la scelta migliore, ovvero quella della strada più prudente possibile, dato che ciò su cui si sta giocando sono vite umane.

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Colpo di scena: qualche giorno fa, un tribunale di Roma ha concesso a due donne omosessuali l’adozione
incrociata delle proprie figlie. Ma la stepchild adoption non era stata cancellata per volere di Alfano, dei suoi colleghi e dei suoi elettori dalla mentalità medievale? Sì, esattamente. Ciò che si è verificato è semplicemente l’attuazione del legislatore di una legge già esistente, ma sopratutto la dimostrazione del comportamento ostinano e dettato da profonda ignoranza ed opportunismo di alcuni politici, che vedono in determinate situazioni la possibilità di approfittare per fare campagna elettorale. E no, neanche questa volta sto parlando di Matteo Salvini. Si tratta della legge 184 del 1983 che afferma, per la precisione all’articolo 44, la possibilità di adottare il figlio del partner, non necessariamente coniugato, e dunque vista la futura equiparazione dell’unione civile al matrimonio, eccezion fatta per l’obbligo di fedeltà, ecco che la possibilità di replicare questa sentenza diviene molto più agevolata.
articolo Cirinnà 2Altra battaglia stupida e sterile portata avanti da Alfano&co. rappresenta la questione, orribilmente chiamata, dell’utero in affitto. A parte il fatto che chi critica tanto la separazione del figlio dalla madre non sta considerando che l’importante è crescere in un ambiente amorevole, c’è da dire che viviamo in uno Stato in cui i tribunali dei minori tolgono i figli alle madri per darli in affido in un numero tre volte superiore alla media di altri paesi europei – qualcuno sottolinea l’illegalità di questo “racket degli affidi” – .

L’utero in affitto costituisce un reato al giorno d’oggi ma questo rischia di alimentare una problematica di clandestinità in questo esercizio, mettendo così veramente a rischio la mercificazione di donne e bambini. In questo momento chi volesse mettere in atto una maternità surrogata e potesse permetterselo, si recherebbe in paesi quali gli Usa, che effettuano rigorosi controlli al fine di tutelare le persone coinvolte, che devono avere requisiti quali l’assenza di situazioni di bisogno e la volontarietà, eliminando così la problematica della mercificazione. Stando così le cose sarebbe utile capire chi si dovrebbe perseguire secondo Alfano, se questa pratica venisse eseguita, dato che secondo la normativa è perseguibile solo “chi realizza, organizza o pubblicizza la maternità surrogata /…/ Non sono punibili l’uomo o la donna a cui sono applicate le tecniche”. Sarà forse suo desiderio perseguire medici e assistenti Americani, Canadesi, ecc, per qualcosa che nei loro rispettivi paesi neppure costituisce un reato?

E’ davvero sorprendente vedere come persone chiuse e dalla mentalità medievale si ostinino a parlare di cose che in realtà non conoscono, pretendendo di imporre il proprio volere, il proprio stile di vita e il proprio modo di vedere il mondo, ad una società in evoluzione. Fortunatamente all’interno di questa società c’è stato, e c’è tuttora, chi non ha intenzione di permettere ad alcuno di ostacolare il progresso: si è lottato prima per il divorzio, poi è toccato alla maternità assistita, ora alle unioni civili e saremo pronti per la prossima battaglia, che con ogni probabilità sarà quella per l’eutanasia. Questo perché, come disse Franklin D. Roosevelt, “Il vero banco di prova per il nostro progresso non è tanto se riusciamo a far crescere l’abbondanza di coloro che già hanno troppo, ma piuttosto consiste nel cercare di fornire abbastanza a coloro che hanno troppo poco”, direi anche in ambito di diritti.

articolo Cirinnà!!

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