Il successo del Commissario Montalbano

Torna sul grande schermo il Commissario più famoso di tutta Italia, amato da grandi e piccini, nato dalla penna di uno dei più grandi scrittori italiani. Stiamo parlando di Andrea Camilleri e del suo commissario Salvo Montalbano che torna, a partire da lunedì 29 Febbraio, su Rai uno con due nuovi e imperdibili episodi: “Una faccenda delicata” e  “La Piramide di Fango” e già si preannuncia un boom di ascolti.

Si tratta di una serie tv fortunata che ha riscosso e continua ad ottenere grande successo non solo tra il pubblico siciliano e italiano, appassionato dalle indagini del Commissario arguto, sfacciato e irriverente di Vigata, ma anche in America e perfino in Australia.

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Ciò che sicuramente attrae i telespettatori, oltre ai paesaggi mozzafiato della Sicilia sud-orientale, ricca di spiagge bellissime, di un mare cristallino, di edifici storici di straordinaria bellezza e buona cucina, è certamente il protagonista, Salvo Montalbano, che tiene viva la suspense attraverso il suo modo di indagare e di arrivare a svelare il colpevole senza mai farlo intendere prima allo spettatore, che si trova sempre di fronte ad un vero colpo di scena.

Il successo di una serie come questa è dunque dovuta anzitutto alla sceneggiatura, spesso vera e propria trasposizione degli omonimi romanzi di Andrea Camilleri. Lo stile di Camilleri, uomo di teatro, è così scenografico che non ha bisogno di una riscrittura e spesso molte porzioni di testo vengono trasferite sul copione per intero.

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Altro grande punto di forza della serie tv è certamente il linguaggio dei personaggi, unico e inconfondibile, un “italiano bastardo”, così come è stato definito. Un dialetto siciliano italianizzato, un linguaggio proverbiale, colloquiale, quotidiano, spesso colorito e pittoresco che rende i personaggi, nati dalla penna geniale di Camilleri, reali. Non è un caso che anche le vicende personali di Montalbano subiscano delle continue evoluzioni con il passare del tempo, basti pensare al rapporto altalenante con Livia, la donna, amante, amica e fidanzata del Commissario Montalbano.

Altro punto di forza della serie è certamente dato dagli interpreti. Il grandioso Luca Zingaretti ha ormai dato un’impronta ben definita al Commissario, tanto che è difficile pensare a Montalbano senza pensare anche all’attore che lo interpreta da sempre (fatta eccezione nella serie tv “Il giovane Montalbano” dove a interpretare il Commissario è appunto il giovane Michele Riondino). Lo stesso vale per Mimì Augello, fedele amico di Montalbano, interpretato da Cesare Bocci; il diligente Fazio interpretato da Peppino Mazzotta e il buffo Catarella interpretato da Angelo Russo.

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Certamente Montalbano affascina il suo pubblico per la sua grande diligenza nel lavoro, per l’attenzione all’umanità coinvolta nelle sue indagini, dove un delitto non viene mai guardato con gli occhi di un perito scientifico, ma con gli occhi di un uomo che è partecipe spesso di quello che accade. Dobbiamo a Camilleri un ringraziamento speciale per avere messo in luce i problemi che affliggono la Sicilia in maniera desueta e per aver fatto conoscere, attraverso le indagini del Commissario Montalbano, la Sicilia più onesta e più dedita al lavoro, che crede fermamente in quello che fa e che cerca a tutti i costi di ottenere giustizia.

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