Un fiore avvizzisce se pensa all’autunno

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Foto fatta da Chiara Paganini

Bisogna pensare al futuro.

Tutti che ripetono questa frase come se oramai fosse diventata legge.

Pensare al futuro,ma a che prezzo?

Al prezzo di sacrificare il presente? Di sacrificare il nostro tempo libero,le nostre passioni i nostri sogni?

Siamo sicuri che questo tempo “investito” per il nostro futuro frutterà come noi speriamo?

Non credo. Penso che nulla potrà restituirci gli anni passati studiando,magari libri che nemmeno ci interessano,che impariamo solo perché “con questa laurea troverò sicuramente lavoro” e tutto questo sacrificando magari il sogno di studiare altro,messo nel cassetto perché privo di sbocchi nel mondo lavorativo e quindi simbolo di un futuro povero misero e triste.

Niente e nessuno ci restituirà i pomeriggi e le serate passati ,invece che con gli amici o dedicati a ciò che ci piace fare,a lavorare al fine di “mettere via i soldi per un futuro migliore”.

Niente e nessuno ci darà tempo di viaggiare,scoprire,sperimentarci se non ce lo ritagliamo noi tra i mille obblighi imposti dalla società odierna.

Questo articolo vuole essere un invito a non abbandonarci alla paura per quello che verrà ma a vivere a pieno con tutte le energie le forze e la felicità possibile il presente. Esemplare è questa frase tratta da una canzone dei Nomadi:

“il tuo paradiso forse hai nelle mani

ma tu non lo sai perché pensi al domani”

Non arrivare al capolinea della tua vita per guardarti indietro e rimpiangere tutto ciò che non sei riuscito a fare.

Il tempo è fugace cerca di sfruttarlo al meglio,soprattutto se stai vivendo gli anni d’oro della giovinezza.

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