Poesia nella prosa: Alfons Mucha e l’Art Nouveau

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Sta volgendo ormai al termine l’esposizione Alfons Mucha e le atmosfere Art Nouveau, mostra ospitata nelle sale di Palazzo Reale a Milano dal 10 dicembre 2015 al 20 marzo 2016. Le magnifiche stanze dello storico edificio lombardo hanno accolto per circa tre mesi opere dalla raffinata fattura e di gusto ricercato: quello che è conosciuto nel Belpaese come Stile Liberty ha avuto la possibilità di essere mostrato in ogni suo aspetto con intensa vivacità.
L’Art Nouveau, movimento artistico che si sviluppò in Europa a cavallo tra l’Ottocento ed il Novecento, lascia trasparire la propria vena di alternativa raffinatezza commista a versatilità già dalla propria denominazione: tale fenomeno prese il nome di Modern Style in Inghilterra, Jugendstil in Germania e Svizzera, mentre in Austria venne battezzato Sezessionstil. L’espressione Art Nouveau venne creata in Belgio, si diffuse poi in Francia e, con la corrispondente traduzione, nei Paesi Bassi. La denominazone di Liberty che si radicò in Italia deve la propria origine ai magazzini londinesi di Arthur Liberty, i quali offrivano una vasta gamma di oggetti d’arte e tessuti progettati secondo le linee stilistiche dell’Art Nouveau. Tale corrente artistica trovò fortuna nelle arti figurative, nell’architettura e nelle cosiddette arti applicate, in funzione delle quali riuscì a fornire un’alternativa alla produzione industriale di massa, che proprio in quegli anni si stava imponendo massicciamente.
Alfons_Mucha_LOC_3c05828uIn tale contesto il ceco Alfons Mucha rappresentò un personaggio di spicco, capace di realizzare progetti per le più svariate commissioni: partendo nei primi anni di attività con l’ideazione di pannelli per le scenografie teatrali, si spinse fino alla progettazione di cartelloni pubblicitari e gioielli. Nato in Moravia il 24 luglio 1860, si trasferì nel 1879 a Vienna, dove iniziò a lavorare come scenografo presso un’importante compagnia teatrale. Attraverso il sussidio di un conte che aveva largamente apprezzato le sue decorazioni e che divenne suo mecenate, riuscì ad iscriversi all’Accademia delle belle arti di Monaco di Baviera. Tra gli incontri più fortunati del pittore ceco vi fu quello con la celebre attrice francese Sarah Bernhardt, la quale lo assunse come ideatore dei propri poster dopo il suo trasferimento a Parigi. A partire da questo momento la personalità di Mucha si affermò rapidamente, andando incontro ad un inarrestabile successo.
Il percorso dell’esposizione di Palazzo Reale ha messo in mostra al pubblico oltre 150 opere di origine e funzione di carattere eterogeneo: affiches, pannelli, gioielli, vasi e mobili si succedono in 8 sale; tra queste circa 100, appartenenti alla Richard Fuxa Foundation, furono realizzate da Mucha. I tanti oggetti sono stati disposti razionalmente secondo temi stilistici, in modo da garantire allo spettatore una visione d’insieme simultaneamente ordinata e completa.
La mostra si apre con una grande litografia a colori, omaggio reso dall’azienda Nestlé alla Regina d’Inghilterra Vittoria per i suoi 70 anni di regno. A questa imponente immagine succedono varie raccolte tematiche: le prime due riguardano Sarah Bernhardt, l’affascinante mondo del teatro ed i manifesti pubblicitari di oggetti destinati alla vita quotidiana, a cui segue poi la sezione dedicata alla figura femminile. Dopo queste prime esposizioni, si passa ad un’importante sala dedicata al Giapponismo e all’influenza dell’arte orientale su quella europea, che precede la strabiliante sezione sul mondo animale; riflessi di luce sono emanati dalla sesta parte, che ospita e descrive gemme e materiali preziosi; la penultima sala ospita una raccolta di immagini da cui affiora il tema del tempo, che anticipa la sezione finale, dedicata all’iconografia floreale.
Se lo scopo principale ed espressamente dichiarato della mostra voleva essere quello di offrire ai visitatori l’immagine completa di un’epoca ricca e sfaccettata, possiamo senza dubbio affermare che la raffinata multilateralità dell’Art Nouveau è riuscita ad emergere attraverso vari canali. Si è palesato in molteplici tonalità il punto d’incontro tra l’arte e la quotidianità, tra la speculazione estetica ed il moderno pragmatismo, sentimento ibrido che Alfons Mucha seppe rappresentare con notevole maestria.

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