La tecnologia: siamo strumenti dei nostri strumenti?

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Recentemente si è verificato un accadimento che mi ha fatto riflettere: si tratta della notizia pubblicata sul mensile Rolling Stone dal titolo “Brian Johnson licenziato dagli AC/DC dopo 36 anni di onorato servizio?”. Nello specifico il testo faceva riferimento a come, in seguito ad una lesione al timpano del cantante della band, il fondatore e chitarrista Angus Young avesse deciso di licenziarlo senza preoccuparsi minimamente della salute del compagno e senza fare troppi complimenti, così come accadde per il batterista Phil Rudd in seguito ad accuse penali di terzi nei suoi confronti. La voce è partita in realtà dal podcast di un comico ed amico di Johnson, Jim Breuer, il quale in seguito alla viralità della notizia, ha fatto sparire la trasmissione dal web. Nel frattempo però numerose testate avevano deciso di riprendere quanto affermato da Breuer, creando così la larga diffusione di una notizia, rivelatasi poi falsa per ammissione dello stesso comico. A dire il vero non è la prima volta che compaiono notizie false ed ingannevoli sul web – per lo più mirate a fomentare l’odio tra le persone, così da poterlo usare – e ciò contribuisce a creare grande diffidenza nei confronti di questo mezzo di informazione.

Ecco, in seguito a ciò qualcuno ha iniziato a domandarsi se sia possibile o meno che le nuove tecnologie possano nuocere in qualche modo al mondo dell’informazione e non solo, insomma se queste siano “buone o cattive”.

caratteri-Il grande “salto di qualità” fatto nella diffusione delle informazioni avviene grazie a Gutenberg e alla sua invenzione della stampa a caratteri mobili, in grado di agevolare notevolmente la creazione di quotidiani e di libri, grazie al notevole risparmio di tempo e denaro che essa comporta rispetto al passato. Oggi la tecnologia ci permette di leggere questi quotidiani o libri comodamente su dispositivi mobili grazie ai vari e-book e kindle ad esempio.

Quella riguardante la comunicazione ci ha portato dall’usare il telegrafo ad usare il telegrafo senza fili, poi il cordless, il cellulare, lo smartphone, l’iwatch. E’ così che al giorno d’oggi la maggior parte delle persone è in grado di comunicare anche dall’altra parte del mondo attraverso chiamate, o ancora meglio videochiamate, semplicemente attraverso lo smartphone; abbiamo la possibilità di viaggiare in qualunque parte del Globo e rimanere comunque in contatto con chi vogliamo, possiamo effettuare acquisti su internet, prenotare voli, hotel, auto, ecc.

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I social network ci danno la possibilità di comunicare con innumerevoli persone contemporaneamente, postare foto, ma anche creare società, persino comunicare se stiamo bene dopo un terremoto in qualche zona del Pianeta in cui ci troviamo o addirittura far nascere vere e proprie rivoluzioni come accadde per il Medio Oriente o portare avanti una brillante e vincente campagna elettorale come fece Obama, perché no.

Pensiamo per un attimo a tecnologie che spesso consideriamo superate quali il televisore, i dvd, le videocassette: già queste sono state in grado di portare grande arricchimento alle nostre esperienze perché, grazie ai vari documentari ad esempio, abbiamo avuto la possibilità di essere trasportati in paesi stranieri, nella savana, nella giungla, a vedere animali feroci quali leoni o tigri, che altrimenti probabilmente non avremmo mai visto nel corso della nostra vita.

Oggi siamo in grado di tenere in una mano un dispositivo che racchiude in sé una capacità tecnologica superiore a quella che portò l’uomo sulla Luna, così possiamo leggere e-book, comunicare in qualunque parte del mondo, viaggiare per tutto il Globo attraverso un computer e visitare i musei più famosi della Terra – mica scomodo avere la possibilità di visitare la Casa Bianca dal proprio divano – o effettuare interventi chirurgici a distanza grazie ad internet.

Dunque la tecnologia non è né buona né cattiva, essa è solo uno strumento a nostra disposizione, potente ma pur sempre uno strumento e in quanto tale siamo noi che dobbiamo imparare ad usarlo correttamente.

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