Con gli occhi sulla città

Il teatro di Friburgo è un bell’edificio in stile classico fatto di pietra chiara. Si affaccia su un ampio spazio attualmente in stato di riqualificazione, proprio davanti all’Università e a pochi metri dall’immenso edificio della biblioteca. Dal giugno 2015 è luogo di una interessantissima installazione, progettata dalla coreografa australiana Joanne Leighton.

Universitätsbibliothek_und_Theater_in_FreiburgL’opera consiste in una torre di vetro e legno posizionata sul tetto dell’edificio: nell’arco di un anno diverse persone hanno l’opportunità di assistere ad un’alba o ad un tramonto sopra Friburgo, diventando delle sentinelle che osservano la città dall’alto, in solitudine e in silenzio.

Il progetto si chiama “I guardiani di Friburgo” (Die Träumer von Freiburg) e la lettura dell’opera che l’ideatrice ha dato, in un’intervista alla Badische Zeitung, ne segna il valore politico. Si tratta di dare ai residenti di una città l’opportunità di riappropriarsi dello spazio pubblico che abitano e di riscoprire, nel silenzio di un’ora, il valore di questo spazio. Un punto di vista al di sopra di quelle “cose” quotidianamente abitate, per permettere di ritornare ad esse con una nuova consapevolezza. Il “guardiano” è colui che silenzioso è responsabile della sorte della propria città, al pari di colui che la governa.

Senz’altro il momento scelto per la fruizione dell’opera  non è casuale: l’alba o il tramonto, due tempi in cui una città mostra il suo lato più autentico, genuino, come un corpo che si è appena ridestato dal proprio sonno o che stanco si abbandona al riposo; o anche proprio come una sentinella cha monta il proprio turno di guardia all’alba o al tramonto.

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Nell’arco di questi mesi si sono susseguiti come “guardiani” semplici cittadini, ma anche scrittori e filosofi. In particolare la scrittrice Annette Pehtn, originaria di Friburgo, che ha dedicato alla sua città una vera e propria dichiarazione d’amore. Bellissime le sue parole: «Gli ultimi vent’anni con te non sono stati sempre facili, Friburgo […] Non eravamo veramente assieme, come se il mio tempo qui fosse solo una fase, come una febbre passeggiera da fieno. Ma io sono ancora sempre qui, e finalmente è giunto il momento di parlare con te. […] In un’ora sola con te al tramonto tutto è possibile: anche una dichiarazione d’amore».

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