Elettricità: piacevole aiuto o ossessiva necessità?

Quanto influisce l’elettricità nelle nostre vite? Più volte ho pensato che l’elettricità sia comoda, ma in fondo passare qualche ora senza non avrebbe fatto molta differenza.
Ho avuto la vera risposta a questa domanda quando il mio paese è rimasto un pomeriggio intero senza corrente. Per la prima mezz’ora è stato un susseguirsi di “Scaldalo in forno…ah no!”, “Mettilo sul fornello, cerca un accendino per far partire la fiamma” e “Accendi la cappa, c’è puzza di gas…ah è vero!”.

Terminato il lato comico, abbiamo dovuto riflettere a lungo termine: il cibo in congelatore, il riscaldamento che non partiva senza corrente e scegliere una pietanza per la cena che non richiedesse l’uso del forno.
Ma soprattutto dovevamo trovare qualcosa da fare: niente computer -il portatile si era scaricato giusto quella mattina- usare poco i cellulari per preservare la precaria batteria e niente wifi. Ovunque vedevo qualcosa che non potevo usare.
Ho dato uno sguardo fuori casa e la situazione non era migliore: il parrucchiere senza phon, il bar senza macchina del caffè, il negozio di alimentari senza frigo e affettatrice.
Il mondo si era fermato.

Lampadina
http://www.psicologo-milano.it

Ci sentiamo potenti con la nostra tecnologia, e lo siamo, ma ormai non è più come un abito che possiamo indossare o togliere a nostro piacimento: essa è entrata nelle nostre vite e nelle nostre menti. Ne siamo tanto influenzati che fatichiamo ad immaginare cosa facessero le persone prima dell’invenzione dell’elettricità.
Inoltre più il progresso avanza, maggiori sono gli oggetti quotidiani che necessitano elettricità per funzionare, vincolando maggiormente la nostra dipendenza da essa.

Candela BN
https://it.wiktionary.org

Ma qual è la soluzione a tutto ciò? Vogliamo ripetere che si stava meglio prima e che il progresso rende schiavo l’uomo facendogli credere di essere libero?
No, non voglio dire questo. Non possiamo rinnegare la tecnologia che ci ha accompagnato nella nostra evoluzione, tuttavia invito a non dimenticare nemmeno quanto di buono c’era prima e può ancora esserci se ce ne ricordiamo –come le attività manuali e i giochi di società-. Non abbandonando quelle attività possiamo rendere la tecnologia un piacevole aiuto e non un’ossessiva necessità.

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