Microcredito: strumento per lo sviluppo

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Il microcredito è uno strumento di sviluppo economico che permette l’accesso ai servizi da parte delle persone in condizioni di povertà ed emarginazione.

In senso moderno esso nasce in Bangladesh grazie alla Grameen Bank fondata dal premio Nobel Muhammad Yunus e consiste nella concessione di prestiti dal valore relativamente basso ma con la possibilità di produrre grandi benefici dal punto di vista sociale. Questi prestiti stanno alla base dello sviluppo economico di molti soggetti perché danno la possibilità di effettuare piccoli investimenti in attività lavorative, fondamentali in determinate realtà. Così, grazie al microcredito una donna acquisterà utensili per la casa, pagherà gli studi dei figli, acquisterà un carretto al marito che sarà in grado di lavorare in maniera più produttiva, più a lungo e con meno fatica.

Questo fenomeno ha un grande impatto soprattutto nei paesi in via di sviluppo, ma prendiamo a campione il Bangladesh, in cui nasce, per capire meglio su quali idee si fonda: in questo Paese le banche sono considerate sessiste: non erogano prestiti alle donne in nessun caso, neppure se essa è benestante, a meno che non sia accompagnata dal marito. Non è quindi affatto un caso se prima di Grameen Bank le donne rappresentavano meno dell’1 per cento delle persone riceventi prestiti bancari.

Ciò che l’istituto fondato la Yunus si propose fu di contrastare questo atteggiamento, cercando di includere le donne almeno per il 50 per cento nel progetto e una volta raggiunto questo risultato vennero alla luce aspetti degni di nota: ad esempio quando in famiglia il cibo scarseggia, sarà la donna a non mangiare, a fare in modo che il resto della famiglia possa cibarsi, perché in condizioni di povertà, a soffrire maggiormente è la donna, infatti essa vive in una perenne condizione di insicurezza, non sa leggere e non può prendere decisioni autonome. Da moglie può essere facilmente ripudiata dal marito e se ciò accade, una volta tornata in famiglia, verrà considerata un’altra bocca da sfamare, un peso e una vergogna, essa è emarginata sul piano lavorativo, svantaggiata sul piano economico e sociale. Insomma, essere  poveri in Bangladesh è una dura esperienza per chiunque, ma lo è in misura ancora maggiore per le donne ed è proprio per queste ragioni che esse, avendo un’occasione per uscire dalla propria condizione, lotteranno con più forza, assicureranno cambiamenti più veloci di quanto non farebbero gli uomini, saranno ansiose di crearsi una sicurezza, prima di tutto economica.

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Il microcredito erogato alle donne comporta maggiore sicurezza: esse hanno una scala di valori diversa da quelle dell’uomo, che tende a porre innanzitutto le proprie esigenze personali, infatti queste pongono al primo posto la famiglia, in particolare i figli e la casa, dimostrano maggiore costanza nel lavoro, evitano gli sprechi di denaro e soprattutto pagano più puntualmente rispetto agli uomini.

Questa pratica è largamente diffusa nel Sud del mondo ma oggi è approdata anche nelle realtà occidentali, in cui potrà essere di grande aiuto soprattutto a quelle persone che versano in situazioni di rischio, contribuendo così anche da noi al perseguimento dello sviluppo, il miglioramento delle condizioni di vita, l’abolizione della miseria, l’accesso ad un lavoro e la riduzione delle disuguaglianze.

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