Bill Murray, un misantropo nel film “St Vincent”

“St Vincent” è un film del 2014 diretto da Theodore Melfi. Il fulcro centrale di questa commedia è il legame d’affetto tra un bambino e il suo vecchio e scorbutico vicino di casa, Vincent, interpretato da Bill Murray.

Chi sono i santi? Ci sono persone, attorno a noi, che possono essere considerate tali per le loro splendide qualità? Queste sono le domande che l’insegnante del piccolo Oliver propone come compito da presentare davanti alla classe.

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Vincent è un uomo anziano, misantropo, con il vizio della bottiglia e del gioco. È sarcastico e ruvido, sembra ormai non importargli nulla del mondo che lo circonda, come se stesse solo aspettando l’occasione giusta per sparire dalla faccia della Terra, senza curarsi di niente e nessuno. La specie umana non gli va a genio e neanche lui è considerato un tipo adorabile da chi ha la sfortuna di averci un contatto.

Oliver ha 10 anni, è stato adottato, e sa molte più cose di quante uno della sua età dovrebbe sapere in realtà. È un ragazzino gracile, timido, molto più intelligente di tanti altri ragazzini e, per questo, viene subito preso di mira dai compagni della scuola nella nuova città dove si trasferisce insieme alla madre, la quale ha da poco divorziato con il marito.
Sei un uomo triste, Vin. È proprio la personalità insolita e curiosa del bambino che lo renderà, pian piano, amabile e proprio lui diventerà il suo babysitter e inizierà, grazie a Oliver, a rompere i sigilli che lo intrappolavano nel suo cattivo umore e che gli negavano qualsiasi forma di felicità.

Questo film può insegnarci tante cose, per esempio che l’amicizia può nascere da qualcosa che non ci aspettavamo, ma non solo. Le persone possono rivelarsi fantastiche e spesso ci sorprendiamo di aver scoperto chi sono e come possono racchiudere in loro un intero mondo, che nascondono per una paura strana: la paura che i ricordi, che la loro vita, che i loro affetti, stranamente le cose più astratte che possano appartenere agli uomini, possano perdere la loro solidità e diventare astratte per davvero.
Oliver capirà questo dal suo amico Vin e, nonostante le barriere che il vecchio interpone fra se stesso e il resto del mondo, come si può capire dal titolo del film, il ragazzino lo connoterà come un santo.

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