Doctor Who e Londra sbloccano l’arte!

Unlock Art , letteralmente “Sblocca l’arte”, è la nuova serie di brevi film della Tate Modern, una delle gallerie più famose di Londra, dedicata all’arte moderna internazionale. La Tate, ospitata in una ex centrale elettrica, offre una panoramica spiritosa sul mondo dell’arte. Nei filmati Frank Skinner unisce le forze con il nuovo attore di Doctor Who Peter Capaldi, Alan Cumming, The Kills e altre celebrità tifose dell’arte per introdurre alcune delle grandi idee che hanno fatto la storia di questo settore. Un nuovo film viene rilasciato ogni mese, con argomenti che vanno dalla storia del nudo e la natura del mercato dell’arte, al surrealismo e pop art. Il tema dell’ultimo degli otto film della serie sarà sottoposto a una votazione pubblica on-line.image

Unlock Art, creato dalla Tate con il patrocinio di Le Méridien Hotels & Resorts, offre numerosi e arguti spunti sulla storia dell’arte e per spiegare il surrealismo, per esempio, l’istituzione ha invitato l’attore Peter Capaldi, ex studente d’arte diplomato all’accademia di Glasgow, conosciuto soprattutto per la sua interpretazione del Dottore (The Doctor), il personaggio protagonista della serie fantascientifica Doctor Who, prodotta e trasmessa nel Regno Unito dalla BBC a partire dal 1963. Il successo con un garante come questo non poteva essere che assicurato: Peter Capaldi utilizza un linguaggio elementare e l’aspetto della scena è giocoso e dinamico. Tra un quadro alla parete del museo, un telefono-aragosta e la comparsa di Freud, sullo sfondo della galleria s’intravede il passaggio di uno degli elefanti smilzi delle Tentazioni di Sant’Antonio, il quale passeggia indisturbato per la Tate.image

Nei brevi filmati si fa un ampio uso di temi musicali, sketch, disegni infantili ed effetti speciali scherzosi; si scelgono le opere emblematiche del movimento e i nomi più autorevoli. Le attività proposte dalla galleria sono un modo divertente e semplice per introdurre il surrealismo ai bambini, sia in classe che a casa: quello messo a punto dalla Tate Modern è un  sistema educativo breve, pulito e chiaro, utile a tutti coloro che non sono esperti di arte e alla gente comune che ha la curiosità di scoprire qualcosa sulle grandi correnti che hanno cambiato il modo di pensare di arte nei secoli. Infatti, rifuggendo la forma della predica di catiliniana memoria, a cui qualsiasi fascia di pubblico senza dubbio si sottrarrebbe, la dodicesima reincarnazione del dottore ed i suoi colleghi danno una breve e incisiva lezione d’arte ai profani – utilizzando una strategia d’azione sulla quale potrebbero ragionare anche le realtà italiane.

I musei inglesi sono i migliori soprattutto quando si tratta di divulgazione anche perché non hanno mai dimenticato che ogni opera d’arte racconta una storia in grado di incantare. Le gallerie britanniche prendono i capolavori e li “traducono” nel linguaggio più semplice possibile per emozionare ed  insegnare i piccoli trucchi dei grandi artisti; in Inghilterra si sono resi conto che per capire il senso profondo delle opere d’arte è opportuno riuscire a calarle nel contesto storico artistico in cui esse sono state prodotte. Naturalmente questo prevede uno studio serio e approfondito delle materie in questione ma,in assenza di ciò,  bisogna “affidarsi”alla competenza di coloro che allestiscono o conservano le opere nei musei,i quali devono sapersi rapportare anche con i neofiti, adeguandosi alle esigenze del fruitore delle opere.

L’istituzione museale oggi non detiene solo una funzione di tutela, conservazione, salvaguardia, esibizione, ricerca e valorizzazione delle collezioni, degli allestimenti, delle esposizioni e del patrimonio materiale o immateriale, ma si pone l’obiettivo ambizioso di aggregare, formare e educare un pubblico sempre più variegato e partecipe della promozione culturale. Di fronte ad un’opera, della quale si conosce solo l’aspetto esteriore fatto di segni, materia e colore, è opportuno condurre il visitatore alle sensazioni che questa produce, cercando prima di tutto di non farci condizionare da pregiudizi e rispettando sempre e comunque l’opera e chi l’ha prodotta. In questo i bambini e tutti coloro che non sono esperti di arte sono più bravi perché sono privi di schemi e sovrastrutture mentali che inibiscono lo sguardo degli adulti. Ad ogni modo, la consuetudine con gli spazi museali è fondamentale per abituare gli occhi ad osservare e quindi ad apprezzare ciò che non conosciamo. L’abitudine a frequentare i musei  è una forma di educazione al bello e alla vita. Ci insegna a rispettare e a ad apprezzare ciò che non conosciamo, fa aprire la mente a tante possibilità, insegna a distinguere ciò che possiede spessore e senso da ciò che è privo di anima e contenuto… ma è essenziale esercitare occhi e mente molto spesso!

 

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