Non ci sono solo le arance – Jeanette Winterson

“Come era possibile che l’amore fosse opera del Diavolo? E che tipo di demone poteva mai essere?”

(Non ci sono solo le arance, Deuteronomio)

imageJeanette cresce in un piccolo paese nel nord dell’Inghilterra, adottata da una famiglia di fede pentecostale. Sua madre la educa secondo rigidi principi religiosi con l’obiettivo di formare una missionaria. All’età di 12 anni Jeanette si innamora di una sua coetanea, scoprendo così la propria omosessualità, inimicandosi la bigotta e conservatrice comunità di Accrington, Lancashire.

Non ci sono solo le arance, pubblicato nel 1994, è il primo appassionante romanzo di Jeanette Winterson, autrice di successo e vincitrice dei premi BAFTA e Withbread First Novel Award.

Definito da lei stessa “romanzo semi-autobiografico“, il libro affronta il difficile rapporto che ebbe con la madre, attraverso aneddoti dell’infanzia. Nominata sempre come “signora Winterson“, Jeanette ci porta un punto di vista distaccato e allo stesso tempo ammirato, in antitesi con gli episodi che leggiamo.

“I nemici erano:
Il Diavolo (nelle sue varie forme)
I vicini
Il sesso (nelle sue varie forme)
Le lumache

Gli amici erano:
Dio
Il nostro cane
La zia Madge
I romanzi di Charlotte Brontë
Il veleno per le lumache
e io, almeno all’inizio.”

(Non ci sono solo le arance, Genesi)

Lo stile della Winterson infatti colpisce proprio per questo motivo: tutta la realtà di questa famiglia è filtrata dagli occhi della piccola Jeanette, tanto che sembra di leggere una vera e propria favola. Nessuno è mai davvero cattivo nel mondo di Jeanette, nemmeno una madre che ti lascia fuori casa una notte intera. Le cattiverie che subisce Jeanette sembrano quasi alleggerite, scariche. C’è poi la biblioteca, luogo che funge da anestetico per quel mondo ostile in cui si ritrova a vivere.

La tematica dell’omosessualità è ampiamente affrontata pagina dopo pagina, ma ciò differenzia questo libro da altri che affrontano lo stesso argomento, è che l’autrice non vuole puntare puntare l’attenzione sul percorso dell’autoaccettazione di sé, bensì sulla condanna di Jeanette da parte dell’ambiente in cui vive: durante tutta la storia Jeanette non si chiede mai se ciò che è e fa sia contro natura o meno, lo fa e basta, con tutta la naturalezza e l’ingenuità di una ragazza pre-adolescente.

Un romanzo da leggere tutto d’un fiato, capitolo dopo capitolo, pagina dopo pagina.

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *