Bullismo: una crescente piaga sociale

In Italia, negli ultimi anni, si sente spesso parlare di bullismo e le statistiche parlano chiare: un bambino su tre è vittima di bullismo. Ma cosa sappiamo sul bullismo? Di cosa si tratta? Che cosa fare e come comportarsi?

Il bullismo è una forma di comportamento sociale di tipo violento e aggressivo di natura fisica verbale e psicologica, compiuta in maniera vessatoria e continua nel tempo nei confronti di un’altra persona, considerata dal “bullo“, un bersaglio debole e incapace di difendersi. In Italia circa il 50% dei giovani, sia maschi sia femmine, è vittima di atti di bullismo. I frequenti episodi ci obbligano a dover fare una riflessione per capire come difendersi e soprattutto cosa fare per aiutare sia chi ne è vittima sia chi, molto spesso per situazioni familiari particolari o traumi infantili, è l’artefice e l’esecutore di questa forma comportamentale violenta e intenzionale.

foto bullismoLa prima cosa da fare è provare a reagire chiedendo aiuto. La maggior parte delle persone vittime di bullismo non riesce a reagire; anzi spesso tende a giustificare il bullo. Questo perché il bullo agisce sulle debolezze dell’altro, non limitandosi ai soli insulti, ma con vere e proprie minacce che paralizzano e rendono inabili. Dunque la seconda cosa da fare è parlare con qualcuno, denunciare la violenza subita perché, altrimenti, le conseguenze possono essere devastanti.

La società deve fare la sua parte, denunciare atti di bullismo è un dovere morale, un vero e proprio imperativo categorico. Non vanno assecondati né minimizzati atteggiamenti denigratori nei confronti di nessuno, anche nel caso in cui si ritengono frutto di gesti immaturi e infantili.

foto bullismo (2)In ogni caso, chi è vittima di atti di bullismo va tutelato. E la tutela e la salvaguardia va applicata anche al cosiddetto “bullo”, che non va emarginato né disprezzato, ma aiutato.

Fortunatamente in Italia esistono tantissimi centri rivolti al recupero e reinserimento sociale, non solo delle vittime del bullismo, ma anche dei bulli attraverso l’insegnamento di tecniche di difesa corporale e gestuale che non fanno uso della violenza, nemmeno a scopo difensivo.

Ma il nodo della questione rimane sempre uno: la violenza va sempre rifiutata, non è mai ammessa. Noi possiamo fare tanto, il singolo individuo può fare tanto per quella che, considerati i frequenti e numerosi episodi, sta diventando una vera a propria piaga sociale.

 

 

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