“Mafia, pizza e mandolino”

Siete mai stati a Napoli? Non vi siete innamorati appena ci avete messo piede? Che siate scesi da un pullman che vi portava in centro dall’aeroporto, che siate approdati sul lungomare arrivando in barca, o che siate arrivati in metro e vi siate immersi nella magia riemergendo dal sottosuolo, non vi è sembrato di respirare un’aria diversa, calorosa, accogliente? Non vi siete sentiti pervadere dal fascino dei colori, abbagliare dalla bellezza delle architetture, trasportare dai profumi che escono dalle cucine dei ristoranti e spinti a sorridere dalla musicalità dell’accento locale? La città partenopea, come il Sud Italia in generale, è spesso soggetta ad essere etichettata con luoghi comuni, ma dobbiamo considerarle etichette negative?

E pensate: se questo è l’ effetto che può fare Napoli ad un Italiano, che fascino può suscitare in qualcuno che viene da un altro Paese?

Durante una vacanza ho scucito qualche impressione e suggestione a degli stranieri in visita (George, 69 anni, da Washington, turista e Anghela, 23 anni, dalla Macedonia, studentessa in Erasmus) , ecco che cosa mi hanno raccontato:

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  • E’ la prima volta che capiti in Italia?

G: No, ho già visitato diversi posti, tra cui la Calabria, la Sicilia, Venezia e Milano, mentre la prossima settimana la passerò in Sardegna.

A: No, ho visto Firenze, Venezia e Roma.

 

  • Da quanto sei arrivato/a e quanto ti fermerai?

G: Sono qui da tre giorni e resterò in totale per una settimana.

A: Sono arrivata a febbraio e mi fermerò fino a luglio.

 

  • Quale è stata la tua prima impressione su questa città?

G: Il caos, devo essere onesto, la prima cosa che mi ha colpito è quanto questa città bellissima sia caotica, ma un caotico positivo, che mi è piaciuto perché è caloroso. E poi la cucina, si mangia da favola!

A: La disorganizzazione e il cibo. Essendo qui per studiare, avendo a che fare con l’università e dovendo andare in tanti uffici sono rimasta allibita soprattutto da quanto siano ritardatari. La prima volta che mi sono presentata nell’ufficio dell’università avevo 5 minuti di ritardo e mi sono super scusata, il responsabile mi ha risposto: “Ritardo? Qui è normale”. Il cibo è incredibile, da quando sono qui non ho ancora mangiato qualcosa che non fosse buono.

 

  • Gli italiani sono convinti che all’estero esista l’etichetta “Napoli=mafia, pizza, mandolino”, è davvero così?

G: In America non è più così, soprattutto sulla costa, la gente è abbastanza aperta e tendenzialmente riesce ad andare oltre agli stereotipi, ma fino ad una quindicina di anni fa era diverso in effetti.

A: Un po’ sì a dire il vero, però è semplicemente un modo per riassumere delle evidenti caratteristiche di questo luogo. Lasciando stare il fattore mafia, la pizza a rappresentazione del cibo e il mandolino a rappresentazione dell’atmosfera calorosa, possono essere emblematiche.

 

  • Hai notato differenze tra nord e sud Italia? Napoli e Milano?

G: Non saprei dirlo perché al nord sono stato solo di passaggio.

A: Detto in due parole qui mi sembra più simile alla Macedonia: tutti più amichevoli, è più folkloristico e anche più affascinante ed economico. Il nord è più organizzato e più costoso. Forse vivrei al nord in effetti, ma qui si sta meglio, senza dubbio.

 

  • Come vi siete rapportati ai napoletani?

G: Pensavo che la lingua sarebbe stata maggiormente un problema, invece ho trovato persone che parlano bene inglese e ci siamo capiti sempre, anche perché sono super disponibili.

A: Ho avuto qualche disagio per via del fatto che quasi nessuno parla bene inglese, ma sono sempre così aperti e amichevoli che un modo per intendersi si trova e ti fanno sentire sempre a tuo agio.

 

  • Se ti chiedessi di riassumere Napoli in una frase?

G: Direi una parola: felicità. Perché ti senti a tuo agio.

A: Direi ottimo cibo, città magica, gente meravigliosa e… Disorganizzazione, non posso ometterla! Ahaha

 

 

Io mi associo a George e ad Anghela, voi?

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