Abelardo e Eloisa: storia di una passione clandestina

Due amanti clandestini, una passione impossibile, un figlio e un matrimonio segreto; potrebbe trattarsi della trama di un romanzo, invece è la storia vera dell’amore tra Abelardo e Eloisa. Lui filosofo bretone di 37 anni e lei bella ed istruita fanciulla di venti anni più giovane, si conoscono nel 1116 e l’intesa tra maestro e allieva sfocia subito in una passione proibita.

Scoperta la storia d’amore, lo zio della giovane allontana prontamente il teologo ma il suo intervento è già in ritardo: Eloisa è incinta. La fanciulla partorisce in gran segreto e l’unica soluzione possibile sembra essere il matrimonio, da celebrarsi con una cerimonia segreta per non mettere a repentaglio la carriera di uno dei filosofi più famosi del tempo. Lo zio della giovane, insoddisfatto della segretezza dell’unione, decide di vendicarsi e, complice un servo traditore, entra nella camera da letto di Abelardo e lo evira. A questo punto i due amanti decidono a malincuore di separarsi e si ritirano in monastero. La lontananza fisica rafforza l’unione spirituale dei due innamorati che intraprendono un fitto carteggio, preludio dell’amore cantato dai provenzali nel secolo successivo.

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I guai per Abelardo non sono ancora finiti: cacciato dall’Abbazia di Saint-Denis, è costretto a fuggire, di nuovo; decide di rifugiarsi nella campagna di Troyes dove costruisce un eremo di canne e riprende a diffondere la sua dottrina. Nonostante le critiche mosse alla Chiesa e al comportamento dei suoi membri, diventa abate presso l’Abbazia bretone di Saint-Gildas.
Il suo eremo viene trasformato in convento e donato da Abelardo stesso all’amata Eloisa, che da quel momento non avrà più notizie dello sposo. I contatti tra i due riprenderanno solo parecchi anni dopo ma Abelardo, nelle sue lettere, si dimostrerà distaccato perché convinto che la lontananza sia parte di un progetto divino da rispettare.

Il filosofo muore nel 1142, dando vita alla più grande paura della sua amata: sopravvivergli. Eloisa muore ventidue anni dopo e viene seppellita, come da sue ultime volontà, nello stesso loculo del suo amante. La leggenda narra che Abelardo, in un ultimo estremo atto di amore, abbia aperto le braccia per accogliere un’ultima volta la sua sposa.

 

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