Fur-free anche per Armani (finalmente!)

Nello scorso mese di Marzo, Giorgio Armani, una delle figure di spicco della moda internazionale, ha – finalmente – aderito agli standard della Fur Free Alliance: dalla prossima stagione autunno/inverno, infatti, lo stilista si impegnerà ad eliminare dalle sue collezioni le pellicce animali.

 “Il progresso tecnologico raggiunto in questi anni ci permette di avere a disposizione valide alternative che rendono inutile il ricorso a pratiche crudeli nei confronti degli animali. Proseguendo il processo virtuoso intrapreso da tempo, la mia azienda compie quindi oggi un passo importante a testimonianza della particolare attenzione verso le delicate problematiche relative alla salvaguardia e al rispetto dell’ambiente e del mondo animale”  ha dichiarato Armani per spiegare il motivo del suo cambio di rotta.

Una svolta storica approvata anche dalla LAV, la lega anti vivisezione, “una scelta che fa onore alla Maison”.

Un passo avanti per il mondo della moda, un “programma” a cui avevano aderito, prima di Armani, altri giganti dell’alta moda come Calvin Klein, Stella McCartney, Hugo Boss e Tommy Hilfiger; così come alcune fra le più famose catene di moda low cost come Zara, OVS, H&M, Bershka e Asos.

Un progetto di grande successo che ha sicuramente un forte impatto anche in ambito mediatico, così come nell’ambito della sensibilizzazione sul tema dei diritti degli animali, argomento trattato molto spesso oggigiorno.

Una scelta fatta nella speranza che, prima o poi, tutte le catene di moda e tutti gli stilisti aderiscano a questa iniziativa che mira ad eliminare l’inutile sofferenza degli animali almeno in quest’ambito.

Una scelta fatta con la consapevolezza che la crudeltà, il maltrattamento e la sofferenza degli animali non sono in alcun modo ingredienti necessari per la produzione di beni di lusso, in questo caso, di abiti di alta moda.

 

GiorgioArmani

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