La Festa dei Fiori: Il Tredesin de Marz

Il 10 di Aprile si è tenuta sul Naviglio Grande la Festa dei Fiori, una vasta esposizione di piante, germogli, erbe aromatiche ed anche prodotti tipici di varie zone d’ Italia. I primi raggi caldi primaverili hanno contribuito a rendere  una bellissima giornata e l’occasione per festeggiare il cambio di stagione concedendosi abiti più leggeri e un buon gelato passeggiando lungo la nuova Darsena.

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In verità, forse non tutti sanno che questa è una delle feste più antiche di Milano risalente a più di duemila anni fa: il Tredesin de Marz. La leggenda narra che il 13 Marzo dell’anno 51 d.C, San Barnaba si riunì con i fedeli attorno ad una pietra circolare in mezzo ad una radura appena fuori Milano dove era ancora viva la tradizione celtica, e qui predicò il Vangelo. I Celti erano soliti celebrare la ciclicità della vita con festività legate al movimento degli Astri e del Sole.  Il masso presentava un foro centrale da cui partivano tredici raggi incisi e da quel momento venne venerata e chiamata Tredesin de Marz . Inizialmente custodita nella basilica di  San Dionigi in Porta Venezia, venne successivamente spostata in Santa Maria al Paradiso in corso di Porta Vigentina.

Nel corso del tempo il Tredesin de Marz, venne riconosciuta come ricorrenza milanese; per i più credenti rappresentava l’avvenuta cristianizzazione dei cittadini, per altri il passaggio dall’inverno alla primavera e di fatti venivano esposti piante e fiori lungo i viali che erano stati aperti con la demolizione dei bastioni tra Porta Vigentina e Porta Ludovica. È proprio per questo che oggi parliamo di Festa dei Fiori.

Certo è che quasi 100 anni prima, nel 44 a.C, Marco Giunio Bruto si trovava a capo della congiura contro Cesare, responsabile della morte di milioni di Celti durante la guerra gallica. L’attentato avvenne il 15 Marzo nel teatro di Pompeo e la sua figura divenne particolarmente cara e rispettata dai  milanesi che gli eressero una sua statua bronzea nel Foro del Senato. I celti fecero dunque coincidere la ricorrenza con l’ arrivo dell’ Apostolo Barnaba e l’ annuncio della Buona Novella avvenuta due giorni prima; essa dava inizio ai festeggiamenti che si sarebbero poi protratti per i due giorni successivi.

È strano pensare che un episodio di violenza accaduto in passato, oggi venga ricordato con tanta leggerezza e serenità, qualità che Domenica 10 Aprile sono state respirate insieme al profumo di ciclamini, campanule, limoni e cannoli siciliani.

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