Castello Savoia Gressoney: i segreti di Margherita

Tra i tornanti  ai piedi del Colle della Ranzola, le guglie di del castello posseduto alla prima regina del Regno d’Italia si intravedono appena. L’auto si immerge in una distesa fitta di abeti, che non permettono la vista delle pietre fino all’ultimo curvone che mostra poi, l’affascinante dimora. Dalle foto sul web pareva effettivamente più alto e maestoso, ma ciò gli attribuisce più intimità e senso di appartenenza.
La regina Margherita di Savoia era solita passare i suoi periodi di riposo tra i boschi della Valle d’Aosta, dai quali riceveva freschezza e tranquillità durante le sue infinite passeggiate. Inizialmente fu ospitata dai baroni Beck Peccoz, ma la allettava possedere una residenza estiva dove ritirarsi tra la saggezza dell’ambiente valdostano e la poesia che la neve le provocava.

FullSizeRenderQuando il suo desiderio venne avverato era l’estate del 1899, alla presenza del marito Umberto I, il quale fu assassinato a Monza un anno dopo: il dolce rifugio che le aveva regalato non fu terminato prima della sua morte.
Il maestoso portale che veniva attraversato dalla regina viene aperto solo nella stagione più calda. Ci invitano a introdurci da un’entrata a lato della residenza e ci consigliano di indossare calzari per conservare il pavimento composto da doghe in legno scuro.
L’ambiente è decisamente freddo tanto da esser costretti ad indossare il cappotto anche all’interno: muoversi però tra i ricordi di una regina totalmente immersa nella scrittura e nella lettura scalda il cuore.
L’ambiente che provoca più letizia è decisamente la veranda: un corridoio munito di sedie e tavoli – che sembravano quasi quegli arredi da giardino in vimini e bambù – mostra in panoramica la distesa boschiva dilungarsi fino al Monte Rosa. Un ambiente del tutto femminile e suggestivo che si adegua completamente a Margherita.
In un dipartimento a destra dal carpus centrale, è presente un tavolo in legno nella sala da pranzo che è capace di ospitare venticinque persone, dando così possibilità a Margherita di organizzare cene, incontri e balli. Questa era la sola stanza che lei aveva allestito per l’accoglienza – quasi come se sentisse così sua quella residenza, da evitarla -.
La nostra attenzione viene attratta da una maestosa scala in legno che si bipartisce per raggiungere il piano superiore: la si vede proprio, con un sontuoso abito, mentre la percorre.

7388727928_5d008cc005_bAl primo piano c’è una sola camera a penetrare l’anima: come se nulla fosse cambiato, il suo letto è composto e protetto da decorazioni in legno scuro. Guarda un divano dalle sembianze eclettiche – che quasi potrebbe essere simile ad arredi del Salone del mobile 2016. Ciò che spicca è sicuramente lo splendore e la ricchezza di uno scrigno: totalmente lavorato con pietre, anticipa i preziosi al suo interno. Adiacente alla sua camera da letto è presente una stanza totalmente illuminata dalle cinque finestre bifore, nella quale la regina ricomponeva i pensieri per stenderli su carta, nella creazione di ispiranti prose poetiche: una di questa è contenuta nella biglietteria e descrive la sua vertiginosa vista da quei vetri. Quel comodo studio, riproduceva quasi lo stesso ruolo che ha una cappella in una chiesa: introspezione e raccoglimento.
La personalità di Margherita è totalmente intrinseca in ogni angolo del Castello Savoia Gressoney. Nell’uscire da esso, sembra di conoscerla interamente.

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