Sedicenti esperti di nutrizione alla ribalta

Ultimo solo in ordine temporale di apparizione nel salotto televisivo della D’Urso, già famoso per gli addetti a lavori, diventato il più bizzarro esperto di nutrizione in circolazione: sì, sto parlando di Lemme e della sua filosofia alimentare.
A quanto vogliono far credere, questo personaggio è il punto di riferimento, per quanto riguarda la nutrizione, di molti vip; più verosimilmente sembrerebbe solo di quelli che da tempo sono finiti nell’ombra e hanno bisogno di un nuovo slancio verso la ribalta.
La salute è importante, lo sappiamo tutti, e soprattutto chi ha la fortuna di disporre di una certa tranquillità economica dovrebbe senza esitazione affidarsi ad esperti della medicina, che almeno vantino una laurea sanitaria, abbiano superato un esame di Stato e abbiano acquisito una certa esperienza nel campo, non certo a cialtroni vestiti di giallo canarino con l’addome rilassato. Dubito fortemente che il Briatore di turno abbia messo la sua salute nelle mani di un farmacista che consiglia pasta aglio, olio e peperoncino a colazione.

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Nel dettaglio, il sig. Alberico Lemme, sedicente esperto in nutrizione, altri non è che un farmacista al quale è saltata in mente la bell’idea di riassumere le più bizzarre indicazioni in fatto di diete e farne un unico breve e sciocco decalogo, in barba alle evidenze scientifiche e al parere delle Autorità in fatto di salute pubblica. Il metodo Lemme, tanto discusso e ancor di più criticato, ha preso piede proprio grazie alle assurdità che sostiene e consiglia: pasta a colazione come se fosse pranzo, carne e pesce in quantità illimitata e condimenti senza limitazione.

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Seguire una dieta varia ed equilibrata garantisce la copertura dei fabbisogni nutrizionali per il nostro corpo, assicurandoci il mantenimento dello stato di salute; seguire regimi alimentari fortemente ipocalorici ed escludere intere categorie di alimenti porta inevitabilmente a carenze alimentari e all’effetto yo-yo, due elementi che associati alla sedentarietà ci accompagnano verso l’insorgenza di patologie. Da non sottovalutare è l’aspetto psicologico: il significato che il cibo ha per l’uomo è ben diverso dal concetto di alimentarsi per sopravvivere; siamo abituati, erroneamente, a dare risposta alle nostre emozioni mangiando. Il cibo assume un significato di convivialità, di piacere sensoriale e a volte di consolazione. Fare scelte alimentari che si discostano molto dalle consuetudini, ci porta ad una sofferenza e un disagio difficili da gestire nel lungo periodo e così, inevitabilmente, cadremo nello sconforto e avvertiremo una sensazione di sconfitta che ci porterà ad entrare nel circolo vizioso delle diete fai da te.

 

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