Edward Hopper a Bologna

Presso il Palazzo delle Esposizioni di Bologna avrà luogo fino al 24 luglio la mostra dedicata all’artista statunitense Edward Hopper, iniziata lo scorso mese. Circa 60 opere provenienti dal Whitney Museum of American Art di New York, istituzione cara allo stesso Hopper, costituiscono un elegante percorso visivo che rende conto dell’intero arco temporale in cui si sviluppò la carriera dell’artista. Sono stati raccolti oli, acquerelli, gessetti e carboncini prodotti fino agli anni ’60, tra i quali spiccano titoli di ampia fama del pittore che seppe ritrarre il senso di solitudine del Novecento: South Carolina Morning (1955), Second Story Sunlight (1960), New York Interior (1921) e l’atipico Soir Bleu, dipinto nel 1914.

Edward Hopper nacque nello Stato di New York nel 1882, da una famiglia appartenente alla piccola borghesia angloamericana. Dimostrò fin dai primi anni di età una proficua attitudine per il disegno e ben presto iniziò ad interessarsi di arte, con il consenso dei genitori che avevano notato il suo talento. A diciotto anni si iscrisse alla New York School of Art. L’incontro con alcuni fautori del realismo, avversi alla diffusa tendenza manierista, fece scaturire in Hopper lo spiccato interesse per la riproduzione di scene di vita autentiche. Dopo diversi soggiorni in Europa, nei quali si avvicinò soprattutto agli esponenti della generazione pittorica precedente alla propria, l’artista statunitense fece ritorno in patria con un notevole bagaglio di competenze e stimoli. La sua prima mostra personale fu allestita al Whitney Studio Club, nel cui museo è attualmente raccolta la gran parte delle sue opere. Pochi anni dopo la sua figura assunse definitivamente un ruolo di primo piano nella scena artistica americana ed internazionale. Morì il 15 maggio 1967 nel suo studio nel centro di New York.
Lo stile inconfondibile di Hopper rivela un profondo interesse per le vicende dell’uomo in quanto componente di un mondo rispetto al quale si sente talvolta estraneo. I protagonisti delle sue opere, che appaiono quasi sempre soli, sono in ogni caso distanti dall’oggetto con cui vengono posti in relazione. Dagli atteggiamenti delineati nelle tele sgorga un intenso senso di inquietudine che penetra in tutto ciò che è costruito intorno allo stesso soggetto.
Oltre ad opere che furono dipinte negli ultimi anni di vita dell’artista statunitense e che dunque rientrano senza dubbio nella fase di produzione più definita, il percorso di Palazzo delle Esposizioni propone al pubblico un’interessante rassegna di tele appartenenti al periodo parigino, nel quale emergono chiare influenze impressioniste. Un cammino completo nella dimensione collettiva dell’uomo in senso lato, interpretato da un punto di vista malinconicamente critico.

House by the Railroad, by Edward Hopper

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