Fräulein, la fiaba d’inverno di Caterina Carone approda su Sky

“Non mi piacciono i regali, sono ricatti col fiocco.” Risponde bruscamente una donna infagottata in pesanti abiti maschili, troppo abbondanti per la sua corporatura esile, ad un galantuomo che molto cavallerescamente le ha portato in dono un dolce accuratamente confezionato.
La donna in questione è Regina, la protagonista di Fräulein, una fiaba d’inverno, l’esordio al finzionale della regista Caterina Carone che il 25 gennaio alle 21.15 approderà in prima visione su Sky Cinema, mentre per chi dispone del servizio “Extra-Primissime” sarà disponibile già a partire dal 20. 

Ben lontano dall’essere “un ricatto con il fiocco”, la messa in onda di questo piccolo gioiellino si dimostra una grande occasione per dare visibilità ad un prodotto anticonvenzionale ed innovativo, valida ed intelligente alternativa allo stucchevole, monotono e ormai demodé cinema italiano mainstream. Presentato al Busan International film Festival del 2016, Fräulein segue le vicende di Regina (Lucia Mascino), una donna burbera e scontrosa, comunemente chiamata dai suoi compaesani Fräulein (signorina, zitella), la cui vita è destinata a cambiare con l’arrivo di un invadente straniero, Walter (Christian De Sica) deciso a soggiornare nel suo albergo fatiscente, ormai chiuso da anni.

La fiaba d’inverno di Caterina Carone mette in scena un’amicizia tra uomo e donna, uno di quei sani e rinvigorenti rapporti che concedono all’essere umano di tornare a respirare a pieni polmoni la bellezza della vita, alla fine di un tortuoso e faticoso percorso nel più inesplorato labirinto interiore. Tanto Regina quanto Walter hanno perso se stessi, sono inchiodati in una sterile dimensione governata dal dolore, dall’insoddisfazione, dal pregiudizio altrui, dall’incapacità del mondo circostante di vederli al naturale. I due protagonisti giocano a travestirsi, a mostrarsi per quelli che non sono – un’acida zitella, ed un eccentrico turista – con il solo fine di adeguarsi ad un mondo disinteressato a loro.

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Questo cammino verso la luce – non solo metaforico – viene inserito in una paradossale atmosfera favolistica, capace di arricchire ed impreziosire un film di per sé fuori dagli schemi per il cinema italiano. La mancata indicazione di un preciso tempo storico e di una precisa collocazione geografica – benché questa sia suggerita dall’inserzione del tedesco nei dialoghi – insieme all’imminente minaccia di una tempesta solare acquisiscono una rilevanza non indifferente e scardino quella che potrebbe, a prima vista, sembrare una commedia dallo stereotipo. Fräulein è una commedia che va osservata, percepita e gustata abbandonando ogni genere di pregiudizio.

Ci si deve lasciar stupire da un inedito De Sica, da una intensa e travolgente Mascino -che il pubblico di Sky ha imparato a conoscere attraverso il ruolo del Commissario Fusco ne “I delitti del BarLume”– , da una regia sapientemente studiata, attenta ai minimi dettagli, elegante, capace di valorizzare ogni sfaccettatura della vicenda e dei suoi personaggi, anche di quelli secondari, che con la loro eccentricità riescono a sfumare i contorni di un film intimista, in quelli di un’opera corale.

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Caterina Carone si dedica, con il suo esordio, a far rivivere i tanto rimpianti e lontani buoni sentimenti, quelli che scaldano il cuore, che sembrano andati perduti, ma si possono ritrovare se solo ci si sofferma ad osservare quell’incantevole spettacolo che è il calore umano.

Fräuelin è la metafora dell’esistenza, a cui di tanto in tanto serve una tempesta solare che spazzi via ogni rancore ed ogni paura, concedendo a ciascuno di poter vivere nella sua pienezza una nuova, inattesa e spiazzante aurora.

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