Quando si accusa l’antimafia di mafia

Lo scrittore Roberto Saviano, colui che in dieci anni ha reso note a molti italiani le basi e le dinamiche della Camorra, non è tra coloro che ritengono Napoli una città nuova. Si può dire che non sia neanche uno degli ammiratori del sindaco De Magistris, il quale non è rimasto indifferente alle sue critiche.

Che Facebook annulli le distanze lo sanno ormai tutti. Lo sanno bene i disoccupati che grazie ad una condivisione trovano semplici lavori e lo sanno i giovani che riescono a contattare il loro idolo.

Lo sanno bene anche i politici che aprono i social e rispondono a critiche e commenti.

Bisogna fare attenzione a contrastare le decisioni di un politico e il suo modo di lavorare perché nel giro di qualche ora questo avrà già risposto a tono guadagnando l’appoggio di migliaia di persone che (probabilmente) senza aver capito del tutto quello che ha detto lo esaltano e lo difendono.

Basta che una sola persona insinui tra i post un pensiero maligno e subito diventa la verità.

Lo sa bene Saviano che in un paio d’anni è passato dall’essere il portavoce della verità al portavoce della mafia.

Roberto Saviano
Roberto Saviano

Possibile che tutti coloro che lo insultano si siano fatti un’idea propria sulla sua persona giungendo alla conclusione che la sua antimafia sia “sporca”?

Forse le parole gettate su Facebook hanno più peso di quanto immaginiamo. Forse chi ha grande visibilità dovrebbe ricordare che le sue parole hanno un “potere ipnotico” sul popolo.

In un rapido botta-risposta lo scrittore Saviano e il sindaco di Napoli De Magistris schierano gli italiani, e ancor più i napoletani, in un campo in cui si lotta per gli stessi valori ma in due lingue diverse, dove gli sfidanti cercano di afferrare la verità che sta nel mezzo e nessuno la vede.

“Vivila una volta per tutte Napoli, non avere paura. Abbi coraggio. Mescolati nei vicoli insieme alla gente…”

Roberto Saviano che dal 2006 vive sotto scorta, in una città che non è la sua, si è condannato a fare una sola cosa per tutta la vita. Si può criticare come lo faccia ma non mettere in discussione il perché.

Sembra di sentir parlare chi negli anni ’90 accusava Falcone di organizzarsi da solo gli attentati.

Attenti a non compiere gli stessi errori!

D’altra parte risulta quasi impossibile riuscire a difendere pienamente chi non ha buone parole, chi non difende nessuno.

La città nella quale da poco tempo la maggior parte delle persone non pensa più di doversi muovere con un giubbotto antiproiettile, la città in cui la percentuale di turisti cresce di anno in anno. Napoli oggi è diversa, le va riconosciuto.

Napoli
Una delle vie principali di Napoli: via Toledo

Non ha raggiunto la meta e non si può far finta di niente anche se i crimini sono diminuiti, ma bisogna ammettere che la strada è quella giusta.

Ma che bisogno c’è di difendersi se si va dalla stessa parte?

Basterebbe capire se si perseguono gli stessi obiettivi. Finché si mettono in dubbio i fini non c’è pace che tenga. E tutto assume l’aspetto del nemico.

Credits immagini https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Roberto_Saviano_2011-01.jpg  https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Via_Toledo1.jpg

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *