Il liceo classico: vivere milioni di anni in un giorno

La sera di venerdì 13 gennaio i classicisti d’Italia si sono riuniti in una Notte di tributo agli antichi greci e romani, al patrimonio che hanno lasciato e soprattutto a ciò che hanno creato.

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Ogni liceo classico di ciascuna città ha potuto organizzare la sua serata con eventi di ogni genere (piccoli spettacoli, musica, laboratori, letture…) a cui hanno assistito compagni di liceo, genitori e aspiranti classicisti. Il tutto coronato da un inno al mondo classico. La canzone Nani e giganti, scritta dal ventunenne fiorentino Francesco Rainero, studente di lettere antiche e promotore della Task Force per il classico, ha dato inizio alla serata in ogni liceo.

Ma come mai tra il pubblico non c’erano studenti di altri licei o istituti?

Il liceo classico viene ancora visto come un luogo elitario: solo chi intraprende questi studi ha interesse per la lettura di una tragedia o per l’etimologia delle parole che usiamo ogni giorno. Si pensa sempre più che una materia scientifica come la matematica debba essere imparata da tutti, mentre il latino in fondo non è ritenuto essenziale. Infatti sono tantissime le scuole che danno la possibilità di non studiarlo.

Eppure ogni aspetto della nostra vita viene dal mondo greco e da quello romano. Non solo il linguaggio ma anche il nostro modo di pensare, di agire, la nostra visione della politica viene dai grandi filosofi greci e le commedie che guardiamo al cinema nascono dalla satira romana.

C’è sempre meno interesse per l’origine delle cose.

Il liceo classico è inteso solamente come cinque anni di reclusione a tradurre versioni di greco e latino. Per capire veramente e nel modo corretto il pensiero di Seneca sul passare del tempo deve essere letto in latino, senza la traduzione e quindi l’interpretazione di qualcun altro.

Ma tradurre non è un peso, non è sempre fatica. Una volta capito il meccanismo, tradurre è la bellezza di vedere con i propri occhi i processi di Cicerone a Catilina, processi così simili a quelli odierni, e scrivere con la propria penna le parole poetiche che Saffo dedicava alle compagne del Tiaso: poesie in cui ognuno può rispecchiarsi, sorprendentemente.

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Studiare al liceo classico significa sostanzialmente questo: vivere le vite di scrittori, filosofi, politici e ufficiali che hanno inventato la nostra civiltà e provare centinaia di volte un’emozione attraverso quelle degli altri.

Proprio come dice Nani e giganti:

“Crediamo in quel sogno, mille anni e un secondo”

 

Credits immagini http://milano-eventi.it/la-notte-dei-licei-classico-e-classico-europeo-al-setti/112210 http://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=3672&biografia=Marco+Tullio+Cicerone http://emanuele-marcuccio.overblog.com/2014/04/il-ritorno-di-saffo-a-cura-di-daniela-ferraro-eccezionale-ritrovamento-di-due-inediti-della-poetessa-di-mitilene.html

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