Tra mito ed arte visiva – “Mandioca” e “Come nacque il mais” nell’arte di M. Leoni

L’ Artista si riferisce al mito, al tempo ed al luogo in cui l’essere umano non conosce scissione dalla natura e nel quale la ciclicità è un rituale, per cui tutti gli elementi trovano perfetta disposizione. Estrapolandolo dal suo contesto, ogni mito viene accostato ad una particolare specie vegetale tipica del Brasile. Abbiamo già trattato del fascinoso proposito di mescolanza tra mito ed arte di Leoni qui

La sopravvivenza di un essere umano non può prescindere dal nutrirsi. Le prime tribù indigene basavano il proprio sostentamento sulla caccia e sulla raccolta. La costante ricerca di alimenti commestibili e di tecniche di riproduzione e conservazione degli alimenti vegetali, era, dunque, di fondamentale rilievo nella loro vita quotidiana.

Essendo il mito una narrazione sacra ed un importante mezzo d’ informazione attraverso il susseguirsi delle generazioni, questo aspetto non può che occupare notevole spazio nella mitologia. La conoscenza giunge all’uomo arcaico attraverso il mito, la cui narrazione rivela l’operato divino e soprannaturale.

I due racconti sotto riportati ci mostrano il tema della metamorfosi in miti che spiegano all’uomo l’origine di alcune abitudini alimentari.

 

Mandioca

Mara era una ragazza indigena che sognava un matrimonio felice. Una notte sognò che arrivava dalla luna un giovane uomo biondo che le diceva di amarla. Dopo un breve periodo, anche se vergine, Mara scoprì di essere incinta. Nacque Mandi, una bambina dalla pelle bianca e dai capelli chiarissimi quanto la luce della luna. Poco tempo dopo però, Mandi si ammalò e morì. Mara seppellì la figlia nella sua capanne ed addolorata piangeva tutti i giorni lasciando cadere dai suoi seni del latte. Qualche giorno dopo, nel luogo della sepoltura, nacque un arbusto. Mara, pensando che il corpo della figlia volesse uscire da lì, rimosse la terra, ma trovò solo radici che grattate esalavano un aroma gradevole. Tutti intesero che la bambina era nata per avere il corpo trasformato nel principale alimento degli Indios: la Mandioca. Il termine deriva infatti da Mandi e oca, capanna indigena dove fu seppellita.

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Mandioca, 2015

Cybistax antisiphilitica

Acquerello su carta

51×70 cm

Il sogno è presente nella mitologia Indios, così come nella storia di molte religioni, in cui visioni ed apparizioni sono un mezzo rivelatorio, attraverso cui l’uomo apprende conoscenze fondamentali o riceve doni funzionali alla propria sopravvivenza. Nonostante le differenze geografiche-culturali e le diverse linee temporali, spesso vengono riscontrate somiglianze e ripetizioni di alcuni concetti e figure. Mandioca denota elementi in comune con la religione cattolica. Mara, così come Maria, mette al mondo un figlio concepito con l’intervento divino, con lo scopo di essere immolato per l’umanità.

 

Come nacque il mais

Un ragazzo vedovo si lasciò crescere i capelli ed iniziò a dormire all’ aria aperta. Sdraiato vide una stellina molto bella in alto sopra il suo petto e desiderò averla con sé, ma un istante dopo non la trovò più. Una rana si avvicinò al ragazzo e lui la lanciò lontana, poi si addormentò. La rana si trasformò in una ragazza e, sdraiandosi vicino a lui, gli raccontò che era la rana dal nome Stella Femminina. Rimasero assieme la notte e la mattina la stella tornò in cielo. La notte seguente la ragazza tornò portando un cucchiaio di patate e nhame. Gli uomini non conoscevano questi alimenti perché non avevano coltivazioni.

La mattina il ragazzo nascose Stella Femminina dentro un grande contenitore con il coperchio e lo chiuse bene. Gli altri uomini presto scoprirono la ragazza ed il ragazzo decise di presentarla alla comunità per vivere pubblicamente con lei. Un giorno Stella Femminina, mentre si recava con la suocera al fiume, le mostrò un albero che era carico di spighe di mais di varie qualità e spiegò che era quello che avrebbero dovuto mangiare. Si trasformò in gamba*, salì sull’albero e fece cadere varie spighe di mais. Riprendendo poi la sua forma umana rientrò nella tribù ed insegnò alla suocera come preparare una torna di mais. Tutti l’assaporarono e la trovarono deliziosa. Decisero di abbattere l’albero di mais, che cadde dopo duro lavoro, Stella Femminina disse loro di preparare il terreno e di piantare i semi del mais. Da quel giorno esistono piantagioni di mais. Quando il marito di Stella Femminina morì, lei, che era una stella, tornò in cielo.

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Come nacque il mais, 2015

Hura crepitans

Acquerello su carta

51×70 cm

Nell’immagine soprastante, è raffigurato il frutto dell’Hura crepitans il quale, a maturazione raggiunta, esplode sparando violentemente ed a gran distanza i semi in esso contenuti.

 

Immagine in evidenza:

 

 Nuovo equilibrio, 2015

Dendè, Elaeis guineensis

Acquerello e matita su carta

85×60 cm


Bibliografia
:

  1. Pau Brasil, Il mito verde di Margherita Leoni, Muse, Trento 2016, p. 17-22, 88-89,102-103
  2. Libera interpretazione da AA. VV., O Xingu dos Villas Boas, Agencia Estado Editora Metalivros, Sao Paulo 2002de Andrade e Silva, Lendas e Mitos dos Indios brasileiros, FTD Editora, Brasil 1999
  3. Libera interpretazione da J. G. Gruber, O livro das arvores. Ticuna, Hamburg Grafica Editora LTDA, Amazzonia, 1997

Sitografia:

http://www.bmscience.net/blog/lhura-crepitans-lalbero-dei-delfini/

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