Se 1 vale più di 15 forse il denaro non è tutto

In molti possono aver notato che nel calcio il desiderio del denaro accomuna la maggior parte dei giocatori, che appaiono da questo punto di vista tutti uguali, ma non sempre è così.

Nikola Kalinic e Graziano Pellè sono due attaccanti molto diversi; il croato gioca alla Fiorentina, è un centravanti di movimento, ama muoversi per favorire l’inserimento dei centrocampisti, senza tuttavia perdere la lucidità sottoporta; Graziano gioca allo Shandong Luneng, è più alto e più strutturato fisicamente, è il cosiddetto centavanti boa, colui che fa la sponda per la seconda punta e va poi a finalizzare l’azione.

Le diversità tra i due, però, non si fermano solo al campo: nascono nella sessione estiva del calciomercato ed emergono prepotentemente in quella invernale.

L’11 luglio 2016, in piena sessione estiva, mentre il Portogallo dei miracoli alza nel cielo di Parigi la coppa dell’Europeo, Pellè passa dal Southampton allo Shandong Luneng, andando a percepire una cifra che si aggira intorno ai 15 milioni annui, cifra che nessuna squadra europea sarebbe disposta a sborsare per assicurarsi le prestazioni dell’attaccante di San Cesario di Lecce. 

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Il 20 Gennaio Kalinic annuncia, dopo un tentennamento che ha spaventato i tifosi viola, di aver rifiutato un’offerta Tianjin, allenato da Fabio Cannavaro, rinunciando ad un ingaggio di 12 milioni netti all’anno, quasi 11 in più degli 1,2 milioni ora percepiti alla Fiorentina.

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Sarebbe troppo facile accusare Pellè di essersi fatto conquistare dal vil denaro cinese, senza considerare che per questo gigante venuto dal Sud le porte del grande calcio sono chiuse ormai da tempo e che ad un guadagno “facile” come quello offerto dai cinesi è difficilissimo dire di no. Sarebbe altresì semplice ritenere che Kalinic abbia respinto le avances del club cinese solo perchè in attesa di un’offerta a giugno di un club inglese, di certo più appetibile di qualsiasi squadra cinese. 

Si può invece credere che Kalinic abbia rimandato al mittente l’offerta di Cannavaro perchè si è innamorato, in questo anno e mezzo, di Firenze, dei fiorentini e, perchè no, anche di Dante; perchè in un calcio in cui i soldi fanno da padrone, in cui gli sceicchi da Manchester a Parigi a Pechino investono più di 200 milioni annui e in cui i calciatori che amano più il semplice gioco del calcio e i propri tifosi del guadagno sono sempre più rari, Nikola rappresenta l‘eccezione che conferma la regola. 

Il denaro sta assumendo un ruolo sempre più centrale, non solo nel mondo del calcio e per rendersi conto di ciò potrebbe essere necessario guardarsi intorno. Senza pensare obbligatoriamente al consumismo sfrenato degli ultimi anni o all’aumento esponenziale degli investimenti in borsa, la concentrazione può virare sull’ambito artistico, ad esempio quello cinematografico in cui il cachet sembra attirare (soprattutto in Italia) gli attori più del film. Qualcuno può notare l’influenza del denaro anche nei mezzi di comunicazione (giornali o televisioni di partito), dove l’informazione è fatta ad hoc per compiacere i finanziatori.

E’ necessario quindi che l’evento, o, per meglio dire, la favola, che ha visto protagonista Kalinic, in cui il dio denaro viene sbeffeggiato, non resti confinato al mondo calcistico, ma funga da esempio anche al di fuori del rettangolo verde.

La favola del centravanti croato che decide di restare è un’eccezione, anche se a giugno dovesse salutare per andare in Inghilterra, potrebbe essere usata da qualcuno come racconto per i bambini che si stanno avvicinando a questo sport, per chi se ne sta disinnamorando e per chi di calcio non si interessa, ma è arrabbiato perchè è convinto che il denaro si stia, o si sia già impadronito, del mondo. Nikola potrebbe aver pensato a loro, tentando di dimostrare, che non tutto si può mercificare, anche in questo calcio malato, e che uno può valere più di quindici. 

Credits immagini:  http://www.pmcmagazinesrl.it/pelle-in-cina-per-38-milioni-di-euro-in-due-anni-e-mezzo/

http://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Fiorentina/12-12-2016/fiorentina-sassuolo-2-1-kalinic-fa-mago-pallonetto-tacco-viola-va-acerbi-gol-1701225572249.shtml

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