Olimpiadi 2024, Budapest, salta la candidatura?

Era una corsa a cinque, ma in breve potrebbe diventare a due. Mancano ancora otto anni alle Olimpiadi del 2024, ma sembra che nessuno voglia ospitarle. All’inizio c’erano Amburgo, Boston, Budapest, Parigi e Roma, ma a oggi la lista delle candidate si è assotigliata e mutata. La prima città a tirarsi indietro è stata Boston, che nell’estate del 2015, per voce del suo sindaco, Martin Walsh, ha espresso i suoi dubbi circa la possibilità di impegnarsi nel progetto senza le giuste garanzie. Uscita Boston, fu il turno di Amburgo: un referendum nella città tedesca bocciò la candidatura con il 52% dei voti. Ancora in corsa Parigi, Budapest, Los Angeles – che ha raccolto in fretta il posto lasciato vuoto dall’altra città americana – è toccato a Roma ritirare la candidatura. La neo eletta giunta Cinque Stelle della capitale, che in campagna elettorale si era espressa contro la manifestazione, ha ritirato ufficialmente la candidatura il 21 settembre dello scorso anno.

E adesso sembra essere arrivato il turno di Budapest. Quella che doveva essere la grande vittoria del primo ministro ungherese Viktor Orban si sta trasformando in un arma a doppio taglio: secondo alcuni sondaggi solo il 36% della popolazione ungherese sarebbe a favore delle Olimpiadi. A gennaio il consiglio comunale di Budapest ha respinto il ricorso delle opposizione per ritirare la candidatura con una votazione conclusasi con 16 contrari e 14 a favore. Ma l’opposizione non si è ancora data per vinta: il neonato movimento NOlimpia ha lanciato una campagna di firme per bloccare la candidatura. In meno di una settimana ne ha già raccolte 70.000, la metà di quelle necessarie per indire un referendum sul modello di Amburgo.

Il comitato NOlimpia sostiene che la città non possa permettersi di coprire i costi della manifestazione, stimati sui 4 miliardi di dollari. Inoltre, secondo uno studio dell’università di Oxford, tutte le olimpiadi da Roma 1960 in poi hanno sempre sforato il tetto massimo di spesa prevista, spesso spendendo il 50 o il 100% in più del budget iniziale. Una spesa, secondo l’opposizione, che l’Ungheria non può permettersi. Un’altra accusa che NOlimpia rivolge alla candidatura della capitale ungherese è il serio rischio di corruzione nell’assegnazione degli appalti per le infrastrutture. A riprova di ciò, la decisione da parte del primo ministro Orban di costruire a Felcsút, il suo paese d’origine, uno stadio di calcio la cui capienza è tre volte il numero di abitanti della città, il prezzo dei biglietti pari a quello dei grandi stadi dell’Europa Occidentale, fatto costruire da un architetto molto vicino al primo ministro e costruito letteralmente dietro casa sua.

lo stato degli impianti di Rio 2016 oggi. Foto: Vanderlei Almeida/AFP/Getty Images
lo stato degli impianti di Rio 2016 oggi. Foto: Vanderlei Almeida/AFP/Getty Images

Non è una storia nuova, quella dei costi che le Olimpiadi moderne si lasciano dietro, nemmeno quella legata agli sprechi di denaro: è notizia di questi giorni un reportage fotografico degli impianti di Rio 2016 subito abbandonati in uno stato di degrado. Senza andare troppo lontano, nel 2006, per le Olimpiadi di Torino si sono spesi 103 milioni per gli impianti di Cesana, Pragelato e Sauze d’Oux, abbandonati appena finiti i giochi.

Non ci sono solo aspetti negativi, l’Olimpiade è stata per alcune città, come Barcellona e Torino, il modo di presentarsi con una nuova immagine agli occhi del mondo, con degli ottimi risultati per quanto concerne il turismo.

Nonostante il possibile ritorno in immagine, il comitato NOlimpia continua per la sua strada in una corsa contro il tempo: i giorni per presentare la petizione sono ancora pochi e a settembre il CIO deciderà a chi affidare i giochi del 2024, ma anche se non raggiungesse il numero di firme necessario, Budapest rimane una candidata meno forte di Parigi e Los Angeles, città in cui il sostengo alla candidatura è molto forte, un parametro molto importante per il Comitato Olimpico.

 

Fonti: proteste per la candidatura di BudapestNOlimpia, situazione impianti di Rio 2016costi delle Olimpiadi

 

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