I numeri primi e il dolore della solitudine

La solitudine dei numeri primi, tratto dall’omonimo romanzo di Paolo Giordano, è un film del 2010 diretto da Saverio Costanzo.
La pellicola si focalizza sulle vicende di due bambini prima, adolescenti poi e infine adulti: Alice e Mattia, le cui vite si incroceranno solo durante gli anni del liceo.
Entrambi sono costretti a portare dentro di sé un enorme segreto del passato, il quale ha stravolto completamente i due personaggi e li ha portati ad essere le persone che sono: anime fragili, sempre in bilico tra il passato e il futuro.

E’ il 1984. Alice, spronata dal padre, spende la propria infanzia sugli sci. Tuttavia, in una nebbiosa giornata d’inverno, cade ferendosi gravemente. Il fatto non sarà senza conseguenze: rimarrà infatti zoppa.
Mattia trova difficoltà a integrarsi con i suoi compagni di classe della scuola elementare per “colpa” della gemella Michela, affetta da autismo. Invitato alla festa di un suo coetaneo, per farsi accettare per una volta dagli altri, decide di lasciare la sorellina nel parco per riprenderla al suo ritorno. Però così non sarà.

1991: Mattia e Alice si incontrano tra i banchi di scuola e tra loro nasce un’amicizia particolare, mentre si trovano a fare i conti con i propri fantasmi. L’una è affetta da anoressia a causa della forte repulsione che prova nei confronti del proprio corpo, non abbastanza bello, non abbastanza magro, non abbastanza perfetto quanto quello dell’invidiata Viola, sua compagna di classe. L’altro invece, tormentato dai sensi di colpa, sviluppa una feroce forma di autolesionismo mentre instaura un’amicizia con Denis, il quale comprenderà poi di esserne innamorato.

2001: Alice ha deciso di dedicarsi alla fotografia, la sua più grande passione, e intraprende una relazione con Fabio, un medico dell’ospedale in cui la madre malata è ricoverata. Mattia invece ha concluso gli studi di matematica dopo cui gli viene offerta una borsa di studio in Germania.

I due protagonisti hanno ora 30 anni e il matrimonio di Alice ha avuto termine a causa dei suoi problemi con il cibo per cui non può avere figli, mentre Mattia, nonostante i riconoscimenti ottenuti in Germania, percepisce sempre di più la solitudine che lo circonda.

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L’interessante scelta di Costanzo è quella di rappresentare il tormentato mondo dei due protagonisti attraverso salti temporali e una accurata scelta musicale che accompagna le scene, in cui vengono meno i dialoghi per dar voce all’analisi introspettiva e psicologica. I due infatti hanno intessuto una amicizia pura e tacita e altrettanto silenziosi sono i mostri che divorano la loro anima e che hanno fatto in modo che i due costruissero universi invalicabili.

Nessun altro oltre a loro è capace nel corso delle loro vite di superare queste barriere. Ma Alice e Mattia comprendono fin da subito di essere diversi dagli altri, e in fondo simili tra loro. Tuttavia sono come i numeri primi gemelli: sempre vicini, ma mai abbastanza da incontrarsi.
Vediamo nell’ultima scena del film i due seduti su una panchina nel parco, la stessa in cui anni prima era seduta Michela mentre aspettava ingenuamente il ritorno del fratello. Infine, un bacio, con cui i due tentano di far emergere tutte le emozioni da cui ogni giorno sono stravolti.
Si può affermare che la grandezza di questo film risieda nel fatto che in modo semplice ma comunque efficace, il regista è stato in grado di scavare a fondo nell’anima dei due. Si tratta di psiche devastate dal dolore, impenetrabili ma tuttavia affascinanti, dotate di una sofferenza che solo loro sono in grado di concepire e comprendere. Proprio il loro punto debole diventa il punto di forza della loro amicizia. Un’amicizia fuori dagli schemi e proprio per questo straordinaria, creata dalla sofferenza della loro solitudine delimitata dagli eventi del passato. Emerge inoltre la cura di ogni dettaglio, mediante il quale lo spettatore viene inglobato e messo a contatto con il loro mondo travagliato. Le emozioni in generale vengono esasperate riuscendo così a creare un contatto tra pubblico e personaggio. Un film profondo e travolgente, in grado di toccare l’anima.

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