Arte nell’arte. La chiesa di Santa Corona a Vicenza.

Tra le mete d’obbligo per chi visita Vicenza si inserisce a pieno titolo la chiesa di Santa Corona; un vero e proprio scrigno di tesori a pochi passi dal teatro Olimpico.

Il numero di opere d’arte qui conservate e l’altissima qualità esecutiva degli altari laterali potrebbero essere da soli argomenti di un articolo; proprio per questo ci si concentrerà su sole due “cappelle” della chiesa che primeggiano fra tutte le altre: La cappella Maggiore (presbiterio) e l’altare Garzadori.

 

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Vicenza, chiesa di Santa Corona, interno

 

Santa Corona venne eretta per ospitare una spina della corona di Cristo donata da Luigi IX di Francia al vescovo di Vicenza nella seconda metà del XIII secolo.  Fin dalle origini la chiesa venne affidata all’ordine domenicano, che qui avrebbe realizzato il proprio monastero e vi sarebbe rimasto, senza interruzioni, sino al 1797.

Il grande prestigio dell’edificio andò accrescendosi nei secoli a seguire anche per via della presenza, fra le sue mura, di una scuola di filosofia, una biblioteca e del tribunale della Santa Inquisizione.

Fra il 1481 e il 1489 la parete di fondo della chiesa venne abbattuta per costruite l’attuale abside e modificare la zona del presbiterio.

Nel 1797, con l’arrivo dei francesi, i monaci vennero allontanati per poi ritornare, seppure per un brevissimo periodo, nei primi decenni del secolo seguente.

Nel XIX secolo, dopo la seconda cacciata dei domenicani, la chiesa divenne proprietà del demanio pubblico e fra le mura del monastero trovarono sede alcune scuole cittadine qui rimaste sino al secolo scorso.

Entrando in chiesa lo sguardo si indirizza immediatamente sul monumentale presbiterio che, essendo sopraelevato e di dimensioni monumentali, domina tutto l’interno.

In cima alla scalinata, in marmi bianchi e rossi, si trova il bellissimo altare in marmi policromi realizzato da artisti toscani, la bottega dei Corbarelli, fra il 1667 e il 1669. L’altare è arricchito da lapislazzuli, coralli, madreperla e da scene a tema sacro realizzate con tarsie marmore.

 

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Vicenza, Santa Corona, Altare maggiore

Alle spalle dell’altare, nell’abside, è possibile ammirare il coro ligneo di Pier Antonio dell’Abate  risalente al XV secolo che, con i suoi cinquantuno stalli intarsiati disposti su due ordini, è stato oggetto di svariate campagne di studio.

Poco distante dal presbiterio, nella navata di sinistra per chi entra, è situato l’altare più ricco della chiesa (e forse dell’intera città): l’Altare Garzadori.

Messo in opera all’inizio del secolo XVI da Tommaso da Lugano e Bernardino da Como è l’ennesima testimonianza di come le maestranze lombardo-luganesi  con il loro gusto e le loro abilità unificarono il nord Italia ben prima di monarchi ed eserciti.

Tra le curiosità di questa “opera d’arte nell’opera d’arte” si segnalano le patere (bassorilievi in pietra di forma circolare) in pietra nera che venne portata qui dalla Palestina da un notabile vicentino.

Nel centro dell’altare si trovala tela del Battesimo di Cristo di Giovanni Bellini (1500-1502), un quadro che con la sua carica religiosa, la sua bellezza e la sua incredibile luminosità non può che lasciare senza parole.

Si segnalano infine, oltre alle numerose attrattive artistiche, la grande gentilezza e l’estrema disponibilità del personale addetto all’accoglienza turisti.

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G. Bellini, Battesimo di Cristo

 

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