Tra Francia e Italia: Chianale.

Nell’elenco de “I Borghi più belli d’Italia” figura da qualche anno la frazione Chianale del comune di Pontechianale; ultimo comune italiano della val Varaita (in provincia di Cuneo) prima del confine con la Francia presso il colle dell’Agnello.

Questo piccolo insediamento, dove il tempo sembra essersi fermato, è stato parte di una zona geografica che ha mutato nel corso dei secoli molte dominazioni.

Confluito nel 1190 fra i territori dei marchesi di Saluzzo, il territorio di Pontechianale passò poi alla Francia nel 1370 e ad essa rimase annesso sino al 1713 quando, con la pace di Utrecht, venne aggregato ai domini sabaudi.

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L’antica parrocchiale dedicata a Sant’Antonio

Le vicende politiche e religiose del periodo francese hanno influenzato la produzione artistica della zona e a Chianale questo dato si può notare con facilità, grazie alla presenza di ben tre chiese in poche centinaia di metri.

Nel momento in cui l’alta valle Varaita entrò a far parte dei territori del delfinato francese, era in vigore l’editto di Nantes, grazie a cui era accordata libertà di culto a tutti i sudditi: questa condizione di libertà religiosa favorì l’instaurarsi in zona di diversi gruppi di eretici.

In paese venne costruito un tempio calvinista, ma si mormorava che anche nell’ antica parrocchiale di Sant’Antonio si celebrassero funzioni “eretiche”.

Con la revoca dell’editto, nel 1685, Luigi XIV avviò feroci persecuzioni nei confronti degli eretici e a Chianale fece costruire una nuova chiesa parrocchiale dedicata a San Lorenzo, mentre in città veniva eretto un terzo luogo di culto affidato ai frati francescani, per  spegnere gli ultimi focolai protestanti.

Questo breve excursus storico ci permette di capire come mai  in un borgo così piccolo l’odierno visitatore possa trovare una così consistente presenza di arte religiosa.

Arrivando a Chianale il primo edificio che si incontra sulla destra è l’ex convento dei cappuccini, oggi museo del costume tradizionale che, da un punto di vista meramente artistico, è il meno interessante.

A pochi metri di distanza, all’ imbocco dell’antico ponte medievale che ancora oggi unisce le due sponde del torrente Varaita, incontriamo la antica parrocchiale di San’Antonio.

L’edificio costruito in epoca romanica conserva al suo interno un prezioso ciclo di affreschi tardogotici, riportanti la data 1430 ma probabilmente più antichi, che raffigura  il Giudizio Universale.

 

Fra le note di maggior pregio dell’opera si segnalano le aureole dei santi dorate e punzonate (ossia decorate con incisioni e rilievi), il delicato sfumato degli incarnati, le vivacità dei colori e le fisionomie di alcune figure che richiamano da vicino immagini  a ricamo visibili su una borsa parigina della seconda metà del Trecento conservata presso il museo Storico del Tessuto di Lione.

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Il Giudizio Universale, Chianale, Sant’Antonio, particolare

Dall’ altra parte del ponte la parrocchia di San Lorenzo, nonostante l’aspetto esterno sobrio e spoglio, presenta un interno sfarzoso e ricco, caratterizzato da un’elegante soffitto a cassettoni azzurri , bianchi e dorati.

L’elemento più affascinante è il grande altare maggiore, datato 1726, in legno intagliato e dipinto arricchito a sua volta da un tabernacolo in legno dorato di fine XVII secolo e da una maestosa pala dipinta.

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Interno della parrocchiale di San Lorenzo

Sia per gli affreschi medievali della chiesa di Sant’ Antonio che per gli arredi lignei della parrocchia di San Lorenzo si è ipotizzata l’attribuzione a maestranze attive nell’ area di Briançon.

Le opere d’arte non si limitano certo a quelle poc’anzi citate ma si può segnalare una buona presenza di dipinti votivi su molte facciate e all’interno di diversi cortili.

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