Caro Salvini, Napoli non dimentica

Il convegno del leader della Lega Nord a Napoli ha provocato le reazioni dei cittadini, che hanno deciso di manifestare il proprio dissenso per una scelta quantomeno curiosa da parte del capo del Carroccio. Alcuni manifestanti hanno, andando oltre i limiti, vandalizzato alcune zone della città.

Il comizio di Matteo Salvini di sabato 12 marzo al Palacongressi di Napoli non si sarebbe potuto concludere in modo diverso. Ovvero con scene di guerriglia urbana, in seguito al corteo contro il politico, che hanno compromesso le zone di Piazzale Tecchio e via Giulio Cesare e hanno causato feriti e arresti.

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Le proteste sono iniziate già dal venerdì, quando un gruppo di ragazzi appartenenti ai centri sociali ha occupato il padiglione dove si sarebbe poi svolto il comizio. Il Ministro dell’Interno, nonostante le chiare avvisaglie di quello che sarebbe poi effettivamente accaduto e la decisione dell’ente organizzativo di rescindere il contratto, ha dato ordine alla prefettura di sgombrare l’area così da far svolgere l’evento come da programma.

Il corteo contro Salvini, cui hanno partecipato studenti ed anche alcuni membri dell’Amministrazione Comunale, tra cui la moglie del sindaco de Magistris, uniti con messaggi contro la xenofobia e il razzismo, d’accordo con la questura, si sarebbe dovuto sciogliere una volta giunto a Piazzale Tecchio, contiguo al Palacongressi. E’ qui che sono iniziati i lanci di pietre e molotov, che hanno causato il ritardo di circa un’ora del comizio, previsto inizialmente alle 17.  L’azione di contenimento della polizia è riuscita ad evitare situazioni di corpo a corpo e quindi un epilogo ancor più grave.

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Senza voler difendere la violenza di alcuni manifestanti, Matteo Salvini, abilmente coadiuvato dal Ministro dell’Interno e dalla Prefettura, che mai avrebbe dovuto dare l’ok per questo evento, ha fatto il possibile affinché si arrivasse a questa situazione. Il leader del Carroccio, non pago forse degli scontri avvenuti, ha inoltre affermato che il prossimo comizio si terrà in piazza del Plebiscito, in occasione della sua salita al governo.

Sembra quasi paradossale parlare di episodio prevedibile quando si tratta di scontri tra manifestanti e polizia e di danneggiamenti di alcuna zone di una città, ma è altrettanto paradossale che il leader di un partito nato come partito del Nord e che ha sempre ostentato il suo odio per i popoli del Sud pretenda che il suo arrivo a Napoli non possa causare disagi. La scelta di Salvini di tenere un convegno a Napoli, credendo forse che i napoletani, ora che l’obiettivo dei leghisti non sono più i popoli del Sud, ma gli immigrati, lo avrebbero accolto a braccia aperte, è apparsa oltre che errata, arrogante.

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