Etnologia riguardo a dono e reciprocità: quando Babbo Natale si fa antropologo

Abituati come siamo a considerare lo scambio di beni come una ricerca di utile economico, saremo di certo sorpresi che è da molto tempo che, per gli studiosi di antropologia, l’economia non è poi una questione così semplice.

Il fenomeno sociale del dono è un importante oggetto di ricerca a partire dallo storico testo Essai sur le don (Saggio sul dono) scritto da Marcel Mauss nel 1923.  Ideato in un’ottica anticapitalista, il Saggio vuole combattere l’idea dell’Homo oeconomicus, che riconduce la cultura a un insieme di espedienti volti alla ricerca utilitaristica di materie prime. Si tratta di un testo appartenente ad una fase giovane dell’antropologia, e le tesi in esso contenute sono state spesso e volentieri criticate; nondimeno l’Essai introduce un tema nuovissimo e rivoluzionario per l’antropologia e sarà letto e riletto fino al giorno d’oggi da molti studiosi.

Marcel Mauss
Marcel Mauss

Mauss si sofferma su alcuni esempi etnografici che sono estremamente interessanti per capire e decostruire il modo in cui la cultura occidentale ha sempre pensato agli scambi economici. Uno di essi è il Kula degli abitanti delle isole Trobriand (Nuova Guinea). Il Kula è una pratica altamente ritualizzata nella quale gli abitanti delle diverse isole dell’arcipelago trobriandese intraprendono viaggi anche molto lunghi al fine di scambiarsi gioielli di conchiglie, considerati preziosi e sacri. Questi oggetti sono in continuo ricircolo e non possono essere tenuti oltre un certo limite di tempo; si tratta quindi di uno scambio continuo e reciproco che non produce in sè alcun profitto economico, ma che rispetta una tradizione il cui fine è forse mantenere i rapporti sociali con i vicini. Sorvolando l’intero Pacifico, il Saggio si reca nel Nord America tra gli indiani Kwakiutl, popolo famoso per una particolare cerimonia chiamata Potlach. Durante il Potlach, le famiglie più abbienti esibiscono la propria ricchezza elargendo beni di prestigio agli altri o addirittura distruggendoli. È molto forte la componente agonistica, che rovescia la normale logica del capitalismo: chi sperpera di più acquisisce un’approvazione ed un rango sociale più alto. Come nel Kula, nel Potlach è lo scambio di beni ad essere al servizio delle relazioni sociali e non il contrario; é proprio questo che interessa a Mauss.

L’argomento del dono è stato spesso utilizzato per creare un contrasto con la cultura e l’economia occidentale, ma l’antropologia contemporanea assume un approccio più “continuista” e cerca di eliminare questo divario ideale. Sono infatti moltissimi gli ambiti in cui possiamo ritrovare, nella nostra società, le dinamiche del dono. Si può parlare di doni cerimoniali, come quelli legati alle feste, oppure dei beni scambiati all’interno di famiglie o amicizie strette (che non sono sottoposti a calcoli o equivalenze); esistono poi il volontariato e il no-profit, o forme economiche come il commercio equo e solidale e addirittura le donazioni mediche di sangue e organi. Ciò che infatti bisogna considerare, è la difficoltà di separare effettivamente ciò che è dono da ciò che è commercio; molto spesso i due ambiti si intrecciano e collegano a tal punto che diventa difficile parlare, in effetti, di “due sistemi”.

 

Fonti: Antropologia culturale di Fabio Dei

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