“The Day He Swims thru Marrakech” di Rä di Martino – Sul confine tra realtà e finzione

Sull’onda della sempre più presente commistione e coesistenza dei linguaggi delle arti contemporanee,  è molto interessante considerare l’opera di un’artista come Rä di Martino, che da sempre si muove con agile fluidità tra modalità espressive le più diverse, come fotografia, videoarte e scultura.

Nata a Roma ma formatasi a Londra e poi a New York, Rä Di Martino ha sin dall’inizio portato avanti una coerente riflessione sulla natura polivalente dei media, sul concetto di opposizione che spesso si rivela solo illusoria, sul rapporto tra realtà e finzione, autenticità e riproduzione, sul filtro del tempo che modifica il reale.  Temi che si rintracciano anche nel suo ultimo progetto, The Day He Swims thru Marrakech,  in mostra fino al 13 maggio presso la sede milanese della Galleria Monica De Cardenas.

The Swimmer #4, 2017 (fonte)

Negli spazi della galleria si articolano e dialogano fotografie di vario formato e sculture in legno. Le due serie di lavori nascono nello stesso contesto, ovvero il set del primo lungometraggio di Rä di Martino, La controfigura, remake di The Swimmer (1968) con Burt Lancaster; il film è ambientato e girato a Marrakech (e rinnova il sodalizio ormai più che decennale dell’artista con l’attore Filippo Timi.

The Sun or an Electric Light (Washingtonia Palm), 2017 – foto Mariangela Berardi

 

Il set cinematografico era già stato, nel 2011, al centro di un altro affascinante progetto fotografico della Di Martino, Abandoned movie sets: soggetti della ricerca e delle immagini fotografiche, rovine di set nel sud del Marocco. Un tempio greco, Gerusalemme, La Mecca, tutti edifici posticci, possenti e fragili, quintessenza dell’illusorietà dietro la concretezza. Realizzati per il tempo di una produzione cinematografica e poi abbandonati, subiscono la stessa sorte del loro corrispondente reale: cadono in rovina, ma non nel corso di millenni, perché per le scenografie bastano una manciata d’anni. Anche il tempo, in questo caso, è relativo.

Nel caso di The Day He Swims thru Marrakech la coesistenza di fotografia e scultura espande ancora la ricerca sul concetto di dialogo tra set e realtà, tra finzione e autentico. Tra le palme e la vegetazione che circondano i luoghi scelti per girare, i teli utilizzati per schermare la luce e gli altri strumenti dei tecnici sono lì sempre presenti a ricordarci che si tratta pur sempre di una messa in scena. L’attore che vediamo di spalle è il protagonista o la sua controfigura? Addirittura, come recita il titolo di alcune opere, non possiamo neanche avere la sicurezza che la fonte luminosa nelle fotografie sia naturale o artificiale: The Sun or an Electric Light, sole o luce elettrica, dualismo senza soluzione.

The Swimmer #3, 2017 (fonte)

C’è un doppio costante nelle opere di Rä di Martino, da tenere sempre presente.  Ma anche se opposizioni appaiono esserci, in fondo poi i due opposti sono facce della stessa medaglia, due frammenti dello stesso orizzonte, il colore e il bianco e nero della stessa immagine, l’oggetto e la sua ombra. E di luci ed ombre sono fatte le sculture di legno che, quasi ad estensione nelle sale espositive di quel set rappresentato in foto, riproducono stativi su cui però si innestano, grandi foglie di diverse specie di palme, le stesse del Marocco nei frames alle pareti. Ciascuna delle sculture è illuminata da fari di scena di diversi colori e dà vita ad installazioni ambientali in cui il colore e l’ombra sono fondamentali.

Cinema, fotografia, scultura, dunque: linguaggi solo in apparenza distinti e opposti tra di loro, danno vita alla stessa narrazione, immersa in un’atmosfera sospesa e magnetica.  Ed infine, dove poniamo il confine tra realtà e finzione? Forse non lo si può individuare: la prima dimensione fluisce costantemente nella seconda, tutto è, in fondo, rappresentazione.

 

particolare dell’installazione The Sun or an Electric Light (Eureka Palm), 2017 – foto Mariangela Berardi

 

Rä di Martino – The Day He Swims thru Marrakech

dal 22 marzo al 13 maggio 2017

Galleria Monica De Cardenas, Milano

www.monicadecardenas.com

www.radimartino.com

 

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