Gli Inuit dell’Artico e del Subartico – Vite tra i ghiacci

Gli Inuit popolano la vasta regione artica e subartica in un’area compresa tra Stati Uniti, Danimarca e Siberia. Il vasto territorio di stanziamento, la mancanza di una concreta organizzazione sociale e di una lingua scritta rendono complessa la ricostruzione degli usi e dei costumi degli Inuit. Tuttavia, anticamente era comune a tutte le tribù un profondo rispetto per gli animali e per la natura, da cui dipendevano inderogabilmente la loro sussistenza e sopravvivenza.

Per definire questo gruppo etnico gli studiosi si sono affidati al criterio linguistico. Le lingue eschimesi si dividono in inuit e yupik. L’ Inuit è la lingua diffusa dall’Alaska settentrionale alla Groenlandia, dove i dialetti non precludono la comprensione reciproca. Diverse forme di Yupik sono diffuse in Siberia e nell’Alaska meridionale fino al Norton Sound.

Il termine eschimese sembra essere di origine Montagnais (dialetto algonchino del Quebec), la cui valenza è denigratoria ed è stato impropriamente tradotto come “mangiatore di carne cruda”. Inuit, invece, significa “uomini”. Con questo nome si autodesignano le popolazioni di Canada e Groenlandia. Ad ogni modo, il termine Inuit è stato scelto per indicare le popolazioni appartenenti alla Inuit Circumpolar Conference, organizzazione non governativa fondata nel 1977 che riunisce rappresentanti di Canada, AlaskaGroenlandia e Chukotka (Russia).

 

 

Tradizionalmente gli Inuit si suddividevano in gruppi su base geografica. Gli appartenenti a ciascun gruppo erano legati da consanguineità e non avevano un capo formalmente riconosciuto. L’unità sociale fondamentale era il nucleo familiare, il quale coabitava e cooperava nel lavoro. Diffuse erano le relazioni diadiche di reciprocità come lo scambio di mogli ed il matrimonio per burla “joking relationship”.

La fonte primaria di sussistenza inuit era la caccia, fortemente condizionata dalla disponibilità stagionale di mammiferi, volatili e pesci. Principalmente si cacciava utilizzando gli arpioni in mare, ma durante la stagione estiva si cacciava anche sulla terraferma. Alcuni gruppi dell’Alaska settentrionale e del Canada cacciavano esclusivamente nell’entroterra, alla ricerca di caribù e per la pesca di salmoni.

Nella stagione invernale gli Inuit del Canada vivevano soprattutto in case di neve, ma erano anche diffuse abitazioni in pietra e legno. Lampade di pietra, in cui bruciare grasso di balena, erano usate come fonte di calore, luce e per cucinare. Come mezzo di trasporto venivano utilizzate barche rivestite di pelli di animali, mentre in Alaska ed in Groenlandia meridionale erano comuni slitte trainate da cani. Kajak ed umiak erano destinati alle attività di caccia, i primi per le foche ed i secondi per le balene.

Oggi la maggioranza degli Inuit vive nelle regioni artiche e l’isotermia di luglio è stimata a 10° C. La tradizione di caccia e pesca è stata conservata in alcuni gruppi moderni, nonostante la modernizzazione abbia comunque modificato notevolmente lo stile di vita. L’economia di sussistenza è stata soppiantata dall’economia di mercato e l’introduzione di un sistema d’istruzione ha aperto nuovi orizzonti alle generazioni moderne. Nonostante qualche eccezione in Siberia, la religione attualmente diffusa tra gli Inuit è quella cristiana, pur registrando in tutte le aree una progressiva perdita delle tradizioni religiose. Dal 1950 gli Inuit vivono in abitazioni moderne ed hanno abbandonato la natura nomade che in passato gli ha consentito di sopravvivere in un ambiente climaticamente ostile, in perfetto equilibrio con la natura artica.

La cultura Inuit è in piena fase di trasformazione, alla ricerca di un razionale equilibrio tra cambiamento e progresso. La società è solidale ed è profondamente legata a quei valori tradizionali che si sono tramandati di generazione in generazione. Il futuro di questa popolazione è incerto a causa del surriscaldamento globale che, con l’emissione di CO2 in costante aumento, sta provocando un preoccupante scioglimento dei ghiacciai e l’innalzamento delle acque marine, con conseguenze nefaste anche per la fauna tipica. L’unica speranza sembra risiedere nell’intenso rispetto che questo popolo ha da sempre nutrito per gli animali e l’ambiente.

 

Seguiranno approfondimenti tematici sulla tradizione religiosa, sulla Inuit Circumpolar Conference e su problematiche climatiche e la loro influenza sulla discendenza odierna.

 

 

Bibliografia:

 

Religioni delle Americhe (16º volume di 17 dell’Enciclopedia delle religioni diretta da M. Eliade), Milano: Jaca Book, 2010, p. 332-335

 

Sitografia:                                     

http://www.inuitcircumpolar.com/

 

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