La figlia femmina: la candidatura allo Strega che non ti aspetti

La figlia femmina è il romanzo d’esordio della giovanissima Anna Giurickovic Dato. Fazi Editore ha sostenuto enormemente l’autrice, che in effetti ha proposto un ottimo primo romanzo e da poco è stata candidata al Premio Strega.

Lo scorso febbraio usciva nelle librerie La figlia femmina, romanzo d’esordio di Anna Giurickovic Dato, edito da Fazi Editore. La casa editrice da subito ha puntato moltissimo sul libro e sulla sua autrice; in effetti un sostegno così importante sorprende, dal momento che non è spesso riservato ai primi romanzi che non rappresentano un sicuro successo commerciale. Solo qualche settimana fa però, è stata annunciata la candidatura de La figlia femmina al prossimo Premio Strega. In effetti si tratta di un ottimo esordio. A maggior ragione se si tiene presente che l’autrice, classe ’89, non ha alle spalle studi di tipo letterario. Solo tanta passione ed un incredibile talento e consapevolezza narrativa, dunque, hanno portato Giurickovic Dato all’elaborazione di una vicenda fortissima ed alla candidatura al maggior premio letterario del panorama italiano.

Anna Giurickovic Dato, La figlia femmina, Fazi Editore, 2017. 192 pp.

Nella doppia ambientazione di Rabat e Roma si snoda la vicenda di Maria, prima bambina, poi giovane donna. Il Marocco è teatro della terribile infanzia della protagonista – vittima di abusi da parte del padre – mentre la Città Eterna del tentativo, suo e della madre, di ricostruirsi una normalità. La piccola Maria non capisce gli eventi che sta vivendo, vorrebbe chiedere spiegazioni, forse anche aiuto, alla madre, che però sembra non accorgersi di nulla. Silvia non vede la malattia del marito e quello che sta infliggendo alla figlia; o forse non vuole vedere, perché la dipendenza affettiva che la lega al marito questo le impone. Silvia conosce Giorgio quando ha solo sedici anni; fra loro un divario anagrafico di diversi anni: lei è ancora un’adolescente, lui un uomo maturo, un diplomatico. Giorgio diventa per lei l’unico punto di riferimento, e l’amore fa il resto. Silvia sa che qualcosa non va in Maria – l’insonnia della figlia, l’autolesionismo, la rabbia, l’apatia glielo dimostrano – ma, quando il marito le ripete che la piccola è solo molto intelligente e che manifesta comportamenti strani, ma passeggeri, lei non desidera altro che credergli e preservare il loro idillio di famiglia felice. La conseguenza è che la giovane donna Maria colpevolizza la madre per gli abusi subiti e cerca vendetta per la sua assenza. Lo fa proprio nel momento in cui Silvia sta tornando alla normalità ed ha iniziato a frequentare un nuovo compagno: durante il pranzo di presentazione, Maria assume degli atteggiamenti volutamente provocatori nei confronti di Antonio, che non può fare a meno di cadere nel suo gioco; Silvia è paralizzata, incapace di reagire alla sadica strategia messa in atto dalla figlia. Sadica strategia per toglierle la gioia ritrovata o ennesima richiesta d’aiuto celata dietro la violenza psicologica che Maria infligge alla madre? Perché del resto Silvia non è mai stata in grado di aiutare Maria, nemmeno nel momento in cui si è resa conto dell’orribile vissuto della figlia. Tuttora, a distanza di anni dall’accaduto, non sa come aiutarla, se non piangendo con lei.

L’abuso dunque è solo un punto di partenza, un retroscena da cui l’autrice inizia a raccontare nel dettaglio un rapporto morboso madre/figlia. E Giurickovic Dato è straordinaria nel comprendere e nel trasporre in parole le dinamiche psicologiche che muovono la vicenda. L’autrice dimostra grande capacità d’analisi, non solo dal punto di vista del contenuto, ma anche per la padronanza dei meccanismi narrativi. Tutto il romanzo è infatti giocato sull’alternarsi della voce narrante esterna in terza persona con quella di Silvia. L’espediente permette al lettore di conoscere tutti i fatti e di essere testimone di tutti gli eventi, anche quelli cui Silvia non può aver assistito, e allo stesso tempo di entrare in contatto con i sentimenti di una donna divisa fra il suo sogno di vita felice accanto all’uomo che è il suo punto fisso ed il benessere di sua figlia.

Di certo non è quello che ci si aspetta dal primo romanzo di un’autrice tanto giovane, che alle spalle ha solo qualche racconto inviato ai concorsi di scrittura. Il 20 aprile, a Tempo di Libri, verranno annunciati i dodici autori che accederanno alle fasi finali del Premio Strega. Solo i primi di luglio verrà svelato il nome del vincitore. In ogni caso, Giurickovic Dato ha raggiunto un traguardo che difficilmente ci si sarebbe aspettati.

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