La straordinaria normalità di leggere Dostoevskij

L’hobby di leggere è sempre più raro e a portarlo avanti è spesso qualcuno di insospettabile, come Anna, che aspetta i clienti leggendo “Delitto e Castigo”. 

A chi passa sulla Pontina, nei pressi di Latina, può capitare di incontrare una signorina di ventisette anni, ucraina, di nome Anna intenta a leggere.

Anna fa il mestiere più antico del mondo e ciò che attira l’attenzione su di lei non è l’abbigliamento o la professione esercitata, ma il fatto che all’apparenza sembra una studentessa universitaria come tante altre.

Spesso infatti la si può trovare immersa nella lettura di Stephen King, suo autore preferito fin da quando era bambina, o di Delitto e castigo, che dichiara di star leggendo per la terza volta. Scambia libri con i clienti e da questi ne riceve anche in regalo. Nel corso degli anni la sua collezione è diventata una piccola biblioteca, che nasconde nella postazione in cui attende i clienti.

Ma se la sua passione è la letteratura, come mai si è trovata a lavorare sulla strada? Come spesso accade a chi esercita questo mestiere, anche Anna è stata prelevata con la forza dall’Ucraina, dove ha due bambini, è stata portata in Sicilia ed obbligata a prostituirsi. In seguito a questa traumatica esperienza è riuscita a spostarsi a Roma e poi a Latina, dove lavora in modo indipendente.

Possono essere tante le domande che sorgono sull’argomento, così come tante possono essere le accuse a chi scrive di enfatizzare un avvenimento normale, assumendo un atteggiamento da “radical-chic”. Non si coglie però l’importanza e la rilevanza di questo piccolo fenomeno

Nell’epoca moderna sta pian piano scemando l’interesse per la lettura e per la letteratura; questa perdita di interesse può essere attribuita a tanti fattori, quali una tecnologia sempre più presente o ritmi di vita sempre più frenetici. È curioso quindi, e fa riflettere, il fatto che l’amore per la cultura venga portato avanti da chi spesso viene bistrattato a causa del lavoro che svolge.

La prostituzione non deve essere associata all’ignoranza o alla sola perversione, perché spesso dietro una “professionista” si nasconde una ragazza con sogni e speranze come tante altre. La straordinarietà dell’avvenimento è nella sua normalità; Anna riesce infatti avendo un hobby normale, come quello della lettura, a dare un calcio agli stereotipi e ai perbenisti che li alimentano.

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