La goccia nell’oceano di Scampia

Alcuni luoghi della malavita ci vengono presentati sempre in un modo solo, ma le sfaccettature sono sempre tantissime e tra queste a Scampia spicca il vero salvavita dei giovani: una scuola.

Quattro kmq nel Nord di Napoli. 40.800 abitanti. Su Wikipedia Scampia è solo un quartiere periferico di una città. Le venti righe di storia che denunciano la situazione sociale sono evidenziate in rosso, come i rumors delle biografie, e “la camorra fortemente attiva nella zona” è solo un elemento senza fonte tra gli altri dati.

Se ci si informa solo tramite questa pagina Scampia ne esce come un luogo senza speranze… Ma alcuni giornalisti di Repubblica hanno scovato quelle gocce che si distinguono nell’oceano.

Tra le Vele, le abitazioni di Scampia, sorge l’Istituto di Istruzione superiore “Melissa Bassi”: alcuni insegnanti, collaboratori della zona, classi di 30 studenti dei quali un decimo segue le lezioni. Parlare di lezioni è forse fuorviante perché la scuola in questo quartiere svolge più che altro un ruolo educativo, fornisce un’alternativa alla vita in strada.

Per molti ragazzi le cui famiglie non sono nemmeno identificabili, infatti, la scuola diventa l’unico riferimento e, come raccontano alcuni insegnanti, la sospensione non rappresenta un ostacolo al loro percorso tanto  da ripresentarsi nuovamente in classe.

In un luogo in cui cresce il mercato della droga e in cui un laboratorio scolastico è spesso oggetto di furti, non si può pensare che dei bambini crescano in modo spensierato e che lo studio rappresenti per loro il primo obiettivo. Eppure alcuni di loro riescono a seguire un percorso scolastico e una volta superato il secondo anno la via verso l’università pare spianata.

I professori del “Melissa Bassi” si sentono “insegnanti in trincea“, in continua lotta con la classe, tra l’imposizione del dialetto e le minacce dei ragazzi. Le discussioni ci sono in ogni Istituto ma in queste situazioni bisogna prendere atto che saranno gli studenti ad avere ragione alla fine, gli adulti soccombono.

Ciò che li spinge ad andare oltre questi comportamenti, raccontano le docenti e il preside, è sapere che forse a fine giornata una loro parola avrà cambiato uno dei giovani napoletani e che potrebbero aver fatto capire loro che non è sbagliato ribellarsi a condizione in cui si trovano e non è sbagliato essere onesti.

https://video.repubblica.it/dossier/prof-in-trincea-viaggio-nelle-scuole-di-frontiera/la-scuola-sotto-le-vele-speranza-per-i-ragazzi-di-scampia-seconda-puntata/272255/272756

Credits immagini:

www.isismelissabassi.gov.it

www.repubblica.itd

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