Caravaggio: “L’opera oltre la leggenda” nella nuova monografia Treccani

Un artista tra i più amati dal grande pubblico. Su di lui sono stati e vengono ogni giorno composti e pubblicati saggi e volumi;  non si contano ormai più le mostre che gli sono state dedicate o che semplicemente ruotano attorno ad un suo dipinto o, addirittura, solo al suo nome. Parliamo di Michelangelo Merisi da Caravaggio, senza dubbio tra le figure più importanti e affascinanti della storia dell’arte.

Presentazione presso Tempo di Libri, 23-04-2017 (foto Mariangela Berardi)

Tra ulteriori grandi mostre già annunciate (Palazzo Reale di Milano, a settembre 2017), ricerche continue, ripetute e acclamate scoperte, nuove attribuzioni che alle volte scatenano non poche dispute nel mondo dell’arte e della critica (si veda la recente esposizione presso la Pinacoteca di Brera della Giuditta e Oloferne di Tolosa, la cui paternità caravaggesca, per alcuni, non è affatto certa), cosa è possibile scrivere ancora su Caravaggio? Perchè una nuova pubblicazione?

Proprio da queste domande è partito il dialogo, acuto e interessante, tra Emanuele Trevi, critico e scrittore, Cristina Terzaghi e Francesca Cappelletti, due delle massime esperte di Caravaggio oggi in Italia. L’occasione è stata la presentazione presso Tempo di Libri, la neonata fiera dell’editoria milanese, del nuovo volume edito da Treccani e dedicato interamente al pittore lombardo e alla sua opera.

La monografia, ultima arrivata nella collana dedicata dall’Istituto dell’Enciclopedia Italiana ai Grandi maestri del colore, coniuga la grande attenzione all’aspetto critico e all’analisi scientifica con la veste editoriale sontuosa e la ricchezza della sezione iconografica, composta da tavole che riproducono ogni dipinto ed insieme i suoi particolari più affascinanti, che “rendono in modo palmare le opere, creando un impatto emotivo notevole; un’opera meritoria, nell’era della digitalizzazione diffusa”, come ha osservato Cristina Terzaghi.

Il saggio pubblicato all’interno del volume, L’opera oltre la leggenda, firmato da Francesca Cappelletti, porta con se nel suo titolo emblematico una chiara dichiarazione di intenti. La figura di Caravaggio riscuote così ampio successo presso il pubblico poiché costantemente accompagnata dall’aura del pittore maledetto, dell’irascibile genio le cui opere venivano rifiutate dalla committenza religiosa, del rissoso assassino che ha scelto l’esilio da Roma per sfuggire alla pena di morte.

Presentazione presso Tempo di Libri, 23-04-2017 (foto Mariangela Berardi)

Leggende su leggende che continuano ad essere raccontate da film, romanzi, sceneggiati, e spesso fanno cadere in secondo piano le opere stesse. La Cappelletti sostiene, pertanto, che oggi sia importante scrivere di Caravaggio quello che non è leggenda, ma attenersi alla verità dei fatti e dei documenti, partire dai dati certi, fare il punto sulle attuali conoscenze e porre poi al centro dell’attenzione le questioni ancora da approfondire, tuttora ammantate di mistero. Ad esempio la ricerca incessante sulle copie, una questione molto complessa in cui districarsi, se si pensa che già nel 1621, un decennio dopo la scomparsa del Merisi, è documentato il primo processo per stabilire l’autenticità di un suo dipinto.

Se dunque, come ha provocatoriamente sentenziato Trevi, “i pittori sono le peggiori vittime dell’estro narrativo contemporaneo”, lo sforzo della monografia e del lavoro condotto da Francesca Cappelletti è quello di salvare Caravaggio da questo destino, e ridare nuova centralità alla sostanza dell’opera, ai dipinti, narrando della rivoluzione che essi hanno costituito per l’arte e la cultura, occidentale e non solo: la potenza della luce che dal buio fa emergere un nuovo realismo, che è prima di tutto atmosferico, quello che un grande critico come Testori definiva “il cogliere l’attimo in cui le cose si fanno”.

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