I Penny Dreadfuls, brividi ad un solo penny

I Penny Dreadfuls sono narrazioni a carattere horrorifico. Si diffondono nell’Inghilterra vittoriana, e, grazie al prezzo contenuto e alle vicende che puntano al sensazionalismo, da subito ottengono un successo enorme. Avranno vita breve, ma lasceranno il segno, tanto da influenzare anche le narrazioni contemporanee.

Con il termine ‘Penny Dreadfuls’ si indicano delle narrazioni a puntate a tematica horror e a basso costo. Diffusesi nell’Inghilterra del XIX secolo, ottennero un enorme successo ed assunsero il carattere di un vero e proprio fenomeno letterario di massa.

Varney the vampire. Or the feast of blood

I Penny Dreadfuls, infatti, si rivolgevano ad un preciso pubblico: la borghesia impiegatizia, che rispose con entusiasmo. L’analfabetismo era sempre meno diffuso, ma i libri continuavano a costare molto, ed anche il prestito bibliotecario era a pagamento; in questo contesto, pubblicazioni economiche come i Penny Dreadfuls rispondevano alle necessità di un nuovo pubblico di lettori dalle risorse limitate.

Se da una parte era il prezzo ridotto ad attrarre una buona porzione di pubblico, dall’altra un ruolo importante era svolto anche dai titoli delle pubblicazioni. Questi giocavano sul sensazionalismo, come del resto le storie in sé: dovevano attrarre l’attenzione del lettore e rassicurarlo sul fatto che stava per investire il suo denaro in un prodotto avvincente. Anche le illustrazioni e le copertine agivano in questo senso: mostri e vampiri, assassini e cannibali avevano il compito di suscitare i primi brividi già al momento dell’acquisto.

Per quanto riguarda le vicende, il panorama è vario. Alcuni racconti proponevano storie d’amore in ambientazione più vicina alla quotidianità; il motore della narrazione era in questo caso la seduzione di una giovane da parte di un nobile malvagio, seguita dalla follia della ragazza per la perdita della propria innocenza. Altre storie erano più esplicitamente a sfondo sessuale, ed avevano per protagoniste delle nobili lascive, che si concedevano ai giovani del paese o persino ai propri servitori. Oltre ai personaggi femminili fortemente stereotipati proposti da queste storie, i protagonisti per eccellenza dei Penny Dreadfuls sono i mostri. Mostri in senso metaforico o letterale: serial killer, ma anche vampiri e licantropi. Questo genere di racconti si concludeva generalmente con lo smascheramento del malvagio tramite una serie di avvenimenti

Sweeney Todd, the demon barber of fleet Street

ad andamento climatico, ma, assolutamente, non attraverso un’indagine. Un altro filone narrativo era incentrato sulle classi sociali meno abbienti dell’Inghilterra del tempo e le loro vicende in una Londra popolata di criminali, ladri ed assassini. Un ultimo tipo di narrazione riproponeva infine delle storie già diffuse, solo con protagonisti giovanissimi, dei veri e propri ragazzi eroi.

 

I Penny Dreadfuls non sopravvissero a lungo: le vicende violente, le narrazioni veloci che procedevano per colpi scena, lo scarso approfondimento dei personaggi a favore del sensazionalismo erano troppo per la morale vittoriana. Il fatto che il malvagio fosse quasi sempre il vero eroe della storia, inoltre spinse i più a ritenere che questa tipologia di letteratura potesse incitare alla degenerazione sociale. Contemporaneamente, la scolarizzazione crebbe ulteriormente, e i gusti del pubblico andarono incontro ad un forte cambiamento, in direzione di testi più eleganti e strategie narrative più volte all’approfondimento.

Rimane però forte l’influenza del genere sulla narrativa contemporanea, non solo nel gotico, e nell’urban fantasy in quanto a letteratura, ma anche in quanto a prodotti cinematografici e televisivi. E in ogni caso, i Penny Dreadfuls vanno riconosciuti come il primo tentativo di intrattenimento di massa, come una delle prime intelligenti operazioni commerciali di successo in letteratura.

Fonti:

http://www.tommasourban.com/

Franco Pezzini, Victoriana. Maschere e miti, demoni e dei del mondo vittoriano, Odoya srl, 2016

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