Il nuovo disordine mondiale: un ritorno al passato?

Il libro di Antonio Badini offre una visione nuova sulla configurazione geopolitica che si sta delineando nel mondo. Durante la conferenza di presentazione a Tempo di Libri tanti sono i temi emersi dalla discussione sul nuovo disordine mondiale.

“Disordine mondiale. Trump, Putin e i nuovi equilibri di potere” è il nuovo libro dell’ormai ex-ambascitore Antonio Badini. A parlarne durante “Tempo di Libri”, Giampaolo Cantini, Antonio Ferrari, Morya Longo e Fabio Storer. Disordine Mondiale vuole analizzare i cambiamenti in corso nel mondo, a partire dall’elezione di Donald Trump, allargando poi lo sguardo alla nuova configurazione geopolitica che si sta delineando.

Nel corso della conferenza gli interventi che maggiormente si prestano ad una riflessione sono quelli di Longo, economista che collabora con “Il Sole24Ore”, e dello stesso Badini, autore del libro.

Il primo riporta un dato che appare quantomeno preoccupante, ovvero che l’indice di populismo, su cui è doveroso avere qualche perplessità, è ai livelli degli anni ’20 e ’30.

I vari Trump, LePen, Salvini, Grillo sono il risultato di un desiderio di cambiamento ed il loro successo è basato sul malcontento galoppante dovuto alla crisi che imperversa dal 2008.

Pensando a ciò che è nato dagli anni ’20 e ’30, si può legittimamente guardare con preoccupazione a questa ventata di populismo interna alla politica; anche se, come riferito dallo stesso Longo, è presente all’interno del mercato finanziario un forte ottimismo dovuto al fatto che la possibile vittoria di partiti come Front National, anti-euro, è vista come molto improbabile.

Da quest’ultimo punto parte la critica di Badini, il quale sostiene che si stia andando verso il peggio e che sia, quindi, incomprensibile questo forte ottimismo. L’ex-ambasciatore verte poi il suo intervento sull’ascesa al potere di Donald Trump, il quale è visto come un uomo che è stato capace di cavalcare a suo piacimento gli umori e ben interpretare gli eventi. Il neo-presidente americano è stato ritenuto da Badini abile nel tentare di rompere col passato e capace di dire la verità. La politica del “First America” è sempre esistita ed è inoltre fondamentale per l’Italia e per il resto del mondo, poiché gli USA si fanno carico di far mantenere le sicurezze nazionali.

Per quanto possa essere vero che l’America abbia sempre pensato prima a se stessa che agli altri, è altrettanto vero che la politica guerrafondaia e autarchica di Trump rappresenta una novità.

Essa ha contribuito a inasprire, cosa di cui non si sentiva il bisogno, i rapporti tra USA e Russia e i rapporti con la Corea del Nord.

È forte inoltre, come dimostrato in Turchia e come affermato dallo stesso Badini, il rischio che ci possa essere una lenta decadenza delle democrazie. Trump, ma il discorso si può allargare a tutti i partiti che vogliono rompere con il passato, dovrebbe tentare più che la via della rottura, la via della ricostruzione, poiché la rottura può portare a scenari inimmaginabili.

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