Le mancate cure in risposta alla mancata accoglienza dei migranti

L’annosa questione dei migranti sta generando in Italia continue polemiche. Non ultima quella scaturita a Cuneo tra il Dottor Corrado Lauro e i cittadini delle frazioni di Roata Canale e Spinetta.

È ormai visibile sotto gli occhi di chiunque sia attento alle questioni italiane che il problema dei migranti sta assumendo dimensioni sempre più difficili da controllare.

Uno dei tanti argomenti a favore di questa tesi è ciò che è successo nella provincia di Cuneo all’incirca dal 25 aprile al 15 maggio. Alcuni cittadini delle frazioni di Roata Canale e Spinetta hanno affisso volantini in giro per i due comuni in cui veniva espresso il dissenso nei confronti della possibile accoglienza di 24 migranti nella Casa delle opere parrocchiali.

I suddetti volantini hanno scatenato la reazione del dottor Corrado Lauro, il quale il 25 aprile ha pubblicato su Facebook un post nel quale minacciava di non curare i protagonisti del deplorevole gesto, se non in caso di immediato pericolo. Come successivamente dichiarato dallo stesso chirurgo l’intento di questa sua uscita era provocatorio.

Appare infatti difficile che un medico possa rifiutarsi di curare un paziente (violerebbe il giuramento di Ippocrate). Egli ha invece affermato che qualora si ritrovasse a curare uno degli autori del volantino verrebbe a mancare l’empatia; ovvero non ci sarebbe una relazione umana tra medico-paziente.

Può essere tuttavia comprensibile uno sfogo, come quello che effettivamente è stato, data la gravità delle parole scritte nel volantino (“noi i negri non li vogliamo, questo non è un consiglio, è una minaccia”).

Sulla questione è intervenuto anche il vescovo di Cuneo, monsignor Piero Delbosco, il quale il 30 aprile ha convocato un’assemblea a cui hanno partecipato 400 cittadini, che a loro volta hanno espresso il loro dissenso verso l’ospitare i migranti. La decisione di negare l’asilo ai richiedenti è stata comunicata al termine della messa del 14 maggio dal parroco, che ha affermato la mancanza di condizioni che rendessero possibile l’accoglienza.

Il problema non è che sia stata negata l’accoglienza, il problema è la motivazione. I richiedenti asilo sono stati rimbalzati dai cittadini non per mancanza di fondi, ma per mancanza di umanità.

La questione dell’immigrazione sta facendo, purtroppo, emergere in Italia un razzismo caldeggiato da alcune fazioni politiche e che non sembra portare a soluzioni vere, ma a populismi e demagogie che danneggiano non solo gli stessi profughi,ma anche gli stessi cittadini.

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